Esquisse – il blog di antonio consoli

Viaggio nel silenzio della pedofilia clericale

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Viaggio nel silenzio è un libro pubblicato quest’anno da Chiarelettere. E’ un libro che affronta un tema difficile e “pesante”: la pedofilia clericale.

Chi mi segue sa che è un tema che mi sta molto a cuore. Non conosco le ragioni per cui la pedofilia si è installata nella mia mente e mi causa sofferenze reali. Uno psicologo freudiano farebbe probabilmente risalire tutto alla mia infanzia. Io so che non è così. La mia è una famiglia serena. Io attribuisco tutto, invece, al mio modo di essere. Al mio essere, sempre e in ogni situazione, dalla parte dei deboli. Dalla parte di chi soffre. E credo che non esista sofferenza peggiore di quella subita da un bambino da parte di un adulto, da un essere cioé che – al contrario – dovrebbe educarlo ed essere per lui esempio coerente ed edificante.

Per questo segnalo Viaggio nel silenzio. E segnalo anche il blog nato come supporto del libro. L’autrice è Vania Lucia Gaito. L’editore Chiarelettere.

Perchè parlare proprio di pedofilia clericale? Perchè tradurre e sottotitolare un documento scomodo come “Sex crimes and Vatican“?

Perchè attirarsi le critiche dei benpensanti? Perchè, non contenta di ciò, scrivere addirittura un libro proprio su quest’argomento? E perchè focalizzare l’attenzione su questo specifico ambito, quello che riguarda gli ecclesiastici e le loro devianze? Non sono problemi che indiscriminatamente colpiscono la società in generale? E perchè non denunciare anche tutte quelle “altre categorie” altrettanto interessate dal fenomeno? E le altre confessioni religiose? Perchè esporsi alle critiche di chi non vede l’ora di etichettarti in qualche modo, soprattutto come anticlericale o mangiapreti, con l’unico scopo di screditare il tuo lavoro a prescindere dalla verità dei contenuti?

La pedofilia clericale non è un fenomeno accomunabile a nessun altro, diversa è la “genesi”, diversa è l’esperienza di vita da cui gli ecclesiastici provengono, diversa l’educazione che hanno ricevuto, diverso il ruolo sociale che ricoprono. Diverse sono anche le loro vittime. Le vittime che ho incontrato ed intervistato hanno rivelato tutte una comune
esperienza: prima ancora di sentirsi abusati nel corpo, si sono sentite violate ed abusate nell’anima.

continua

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Written by Antonio

9 f, 2008 a 11:16 pm

5 Risposte

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  1. Caro Antonio, secondo me il problema non consiste tanto nel fatto che il tutto venga sottaciuto, piuttosto in quello che la stragrande maggioranza dei “benpensanti” (la sola parola mi fa venire il voltastomaco) pensa di dover tributare a questi loschi figuri venerazione da dei.
    Attraverso i secoli hanno fatto un lavoro di condizionamento delle coscienze che sarà davvero difficile debellare, è scritto nei cromosomi ormai, e sia nel catto-cristianesimo come nell’islamismo, c’è posto soltanto per integralismi, dogmi, e quanto altro possa servire all’ottundimento delle facoltà critiche del singolo.
    Desolata, così mi sento.
    ciao, un abbraccio.
    cri

    cristinabove

    11 f, 2008 at 10:29 am

  2. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda, cara Cristina. Non me la prendo però con un’intera classe. Ho conosciuto (anche se non di persona, ne ho conosciuto l’opera, diciamo), dicevo ho conosciuto preti che da soli valevano trenta di quei preti che tu definisci loschi figuri.

    Giusto ieri, in una libreria di Siracusa, ho trovato un libro sul rapporto tra chiesa (anche ad alti livelli), preti e mafia. Terribile. Eppure sappiamo benissimo che esistono. Esistono questo tipo di connivenze, così come esistono – tra loro – i più bassi istinti: il problema vero è quello che in qualche modo anche tu sottolinei. Dovremmo riuscire a distinguere il piano della fede (quello da cui ancora io mi sento lontano) dal piano della struttura-chiesa (cristiana, islamica, non fa distinzione). E riuscire ciascuno a ragionare con i soli strumenti dell’intelletto. Sarebbe sufficiente, credo, a far girare un po’ meglio le cose.

    antonioconsoli

    11 f, 2008 at 4:36 pm

  3. Condiviso pienamente quello che dici, Giulia

    giulia

    18 f, 2008 at 4:50 pm

  4. Sono d’accordo con Antonio. premesso che sono assolutamente non credente, laica, e totalmente incazzata con le gerarchie ormai da decenni.
    Tuttavia, i preti pedofili non possono oscurare quelli che in tutta la storia sono arrivati a perdere la vita per gli altri, quelli che negli anni del nazifascismo hanno cmbattotuto contro le loro stese gerarchie, quell che in silenzio oggi lavorano contro le mafie, quelli che in certe realtà degradare delle perferie sono l’unica bariera tra i ragazzini e la strada.
    E ho un rispetto totale di chi davvero crede. Io sono una che toglierebbe i crocifissi da dovunque, e non per fare un piacere agli islamici. Tuttavia in questi ultimi due giorni ho dovuto pensarci, perchè mia madre è in ospedale e nel letto a fanco c’è una donna che tra pochi giorni farà 100 anni. Ha rotto il femore, è immobilizzata a letto, sorda ma lucidissima, l’unico figlio che ha gravemente malato. E lei dialoga con il Signore – così lo chiama – rivolgendosi al crocifisso davanti a lei, e ne trae consolazione.
    E – mi sono chiest – chi sono io per stabilire che no, non ne ha diritto perchè alla mia ideologia disturba?

    Lilliblu

    18 f, 2008 at 5:41 pm

  5. Lilli, tanto per cambiare :), siamo sulla stessa lunghezza d’onda.

    antonioconsoli

    19 f, 2008 at 12:08 am


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