Esquisse – il blog di antonio consoli

Un altro (consueto) venerdì da segnalatore

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Su satisfiction.mentstyle.it, la nuova sede virtuale del blog di Serino, è apparso nei giorni scorsi un post che è al tempo stesso una lettura e una ri-proposta di un romanzo che io considero il Romanzo unico del 2007. Mi riferisco naturalmente a “Ultimo parallelo” di Filippo Tuena. Molti amici (devo dire sempre gli stessi, ma ho notato dai commenti che tanti altri nuovi lettori si sono aggiunti o si aggiungeranno, e questo è un bene) hanno ribadito lo stesso concetto, espresso già da queste parti molto tempo fa: il romanzo di Filippo Tuena meritava ben altra sorte letteraria.

Io mi chiedo sempre come può una casa editrice, soprattutto se è una grande casa editrice come Rizzoli, trascurare così deliberatamente uno dei suoi autori di punta, uno di quegli autori che rende valido e interessante un catalogo. Come può, una grande casa editrice, lasciare in balia del caso la promozione di un libro che ha ricevuto – meritoriamente – il Premio Viareggio (senza peraltro segnalarlo), quando usa striscette di tutti i colori e toni trionfalistici per testi che definire un’accozzaglia di banalità e inutilità sarebbe già tesserne un elogio?

Scusate l’amarezza, ma tant’è. L’Italia mostra la sua mediocrità anche in un terreno (quello letterario) in cui per anni è stata capace di farsi apprezzare in tutto il mondo.

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Segnalo, poi, un’intervista di sbieco a Maria Grazia Cucinotta, a cura del Tonino nazionale.

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Una lettura, molto bella, del romanzo La strada di Cormac McCarthy a cura di Mauro Baldrati.

Libro che è in coda, lì, sulla mia scrivania.

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3 Risposte

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  1. Caro Antonio, la domanda che tu ti fai, a proposito della Rizzoli, me la pongo anch’io, e una risposta non la trovo. Ultimo parallelo è un vero e proprio capolavoro, ha vinto un premio importante (come altre opere di Tuena), ma il grande pubblico non lo conosce, e nelle librerie è ben nascosto negli scaffali dove stanno i libri che si occupano di viaggi.
    E’ un vero peccato, cui si può rimediare soltanto con il passaparola.
    Ciao.
    Milvia

    Milvia

    7 f, 2008 at 5:15 pm

  2. be’ ci stiamo lavorando no? forza filippo!

  3. Sì, Cinzia. Non cambia però di una virgola la storia del rapporto tra una casa editrice e uno dei suoi autori migliori. (Questo è il caso di Filippo, ma mi pare che si potrebbe affrontare la discussione anche da un punto di vista più generale.)

    antonioconsoli

    8 f, 2008 at 8:59 pm


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