23 Maggio 1992

23 05 2008

Ieri ho sentito un magistrato dire che non fa più il pm a Palermo perché i giochi erano diventati troppo grandi. Oggi è a Roma e fa il giudice, e alla mafia (e a certa politica) - evidentemente - non dà più fastidio.

Ieri ho sentito Ayala dire che oggi sarebbe stato a Palermo, all’aula bunker. Come ogni anno. Per la commemorazione. Come a dire: non ci resta altro da fare, se non commemorare.

Falcone non ha combattuto solo la mafia. Si è scontrato con il potere politico. E’ morto per questo.

I giochi erano diventati troppo grandi e non era possibile proseguire oltre.

Ricordo Falcone. Come ogni anno. Con una lacrima.





Pesce d’aprile davvero divertente

1 04 2008

Si saranno davvero preoccupati i picciotti? Penso di sì.

Dichiarazione di Azzurro Casini ad Annozero: “L’UDC non vuole i voti della mafia!”: panico fra i picciotti. Ma è il 1° aprile. (E poi dicono che il comico è Grillo).

Antonio Pagliaro, Cabaret Bisanzio. Oggi.





Pino Masciari

1 04 2008

Chi mi segue ricorderà alcuni miei post passati in cui parlai di Pino Masciari, l’imprenditore calabrese che, rifiutato il ricatto mafioso, si trova oggi a dover difendere se stesso e la sua famiglia dalle cosche in solitudine. Lo Stato, quello con la S maiuscola, quello che oggi si presenta agli italiani-elettori chiedendo un voto anche per la lotta alla mafia (non faccio distinguo), lo ha abbandonato. Quest’ultima parola, questa sola, pesa come un macigno sulla vita di quest’uomo.

Pino è stato costretto a un gesto coraggioso ed estremo: oggi ha lasciato la località protetta in cui si trovava per dirigersi senza scorta in Calabria.

Leggete il comunicato stampa pubblicato nel suo sito.

Pino è in viaggio. Viaggiamo con lui.





Dal blog di Gery Palazzotto

27 02 2008

Ho scovato con largo e colpevole ritardo il blog di un giornalista siciliano, un bravo giornalista, uno di quelli che probabilmente ancora ci crede. Il suo nome è Gery Palazzotto.

Be’, rovistando nel suo blog, ho trovato un suo post di parecchio tempo fa, un post che parla di mafia e di Lirio Abbate. Ricordate Lirio Abbate? Era (è) il giornalista finito sotto scorta e in tutti i tg perché la mafia lo aveva minacciato di morte dopo la pubblicazione del bel libro I Complici. Bene. In quel post, Gery lanciava una provocazione, una mini-campagna, oltre a parlare del mestiere del giornalista. Io vi rimando a quel post, leggetelo, soprattutto i giornalisti in ascolto, soprattutto se siciliani, e magari colgo l’occasione per rilanciarla quella campagna, ché non fa mai male:

LA MAFIA HA ROTTO I COGLIONI

 





Un invito di Pino Masciari

15 01 2008
[Ricordate il post che scrissi su Pino Masciari. Da quando Pino si è aperto alla rete tramite il suo sito e il blog si sono moltiplicate le iniziative di aiuto nei suoi confronti. L'invito che riporto qui di seguito mi è stato inviato da Luci, un'amica di Leggendoscrivendo.it che tempo fa mi fece conoscere "virtualmente" Pino. Vi giro questo invito con il cuore, in particolare, agli amici romani ma non solo. Grazie per l'attenzione. ac]
Questo è un invito per tutti coloro che sono a Roma, è una data importante per Pino che continua a vivere segregato.
Tutti i tentativi di cambiare la legge per aiutarlo sono falliti miseramente, la sua vita come testimone di giustizia è fortemente in periocolo oggi più che mai..
Qui sotto c’è il suo invito a partecipare.
Il 19 gennaio 2008 non è una data scelta a caso: cade il terzo anniversario del ricorso al TAR fatto da Pino Masciari, come avete potuto leggere qui. L’iniziativa nasce da un’idea dei ragazzi di Catanzaro per essere solidali con il loro conterraneo preferito ed è rimbalzata in molte città d’Italia: Pino non sarà con noi ma è propria questa spontaneità di azione, nata tra noi, ad essere la novità. Come partecipare?
  • Sottoscrivi subito la richiesta simbolica (iniziativa non valida ai fini di legge) di aggiunta del cognome Masciari al tuo…. e falla compilare a quanta più gente puoi. La si può compilare direttamente QUI
  • E se puoi, unisciti a noi il 19 gennaio a Roma per consegnare le copie delle richieste al Viminale e per sostenere Pino Masciari in un momento importante.
Ci troveremo alle h. 10 davanti al TAR del Lazio in Piazza Nicosia 20 per poi raggiungere il Palazzo del Viminale. Tante città si stanno già preparando a muoversi: chiunque sia intenzionato ad unirsi alla delegazione lo comunichi QUI. Non c’è limite di partecipazione!
Ci sono poi amici, come a Bari (i Grilli Attivi), che non potendo essere presenti a Roma hanno organizzato una giornata degli Amici di Pino Masciari nella propria città che prevede proiezioni video ed interventi di magistrati e altre autorità.
Inviateci la segnalazione delle vostre iniziative e aggiorneremo il nostro calendario.
Qui il suo sito
http://pinomasciari.org/
Se vince Pino, vinciamo tutti!




Un commento di Pino Masciari

25 11 2007

[Questo commento è stato lasciato da Pino nel post che a lui ho dedicato qualche giorno fa. Mi sembrava giusto farlo riemergere dal cono d'ombra dei commenti. ac.]

Carissimi amici,
sento il dovere di comunicarvi la mia sentita gratitudine per l’enorme aiuto e sostegno che mi date.
Non potete immaginare per una persona come me che per anni è stata soffocata dalla condizione forzata della solitudine e dalla estraneità a ciò che gli apparteneva, quanto sia importante percepire la forza dell’amicizia, la condivisione e la comprensione di una situazione (ahimè!) anomala e rara, situazione che io stesso faccio fatica a capire e a sostenere. Il sentirmi accolto nei miei intendimenti, mi ha dato l’entusiasmo e l’energia di continuare un percorso faticoso e arduo, un percorso che fino a poco tempo fa ho condotto nei peggiori dei modi, da solo!
Ma delle cui difficoltà non mi sono mai rassegnato.
Io ho continuato la mia battaglia nella speranza , quantomeno, di lasciare una eredità morale ai miei due bambini, che hanno vissuto tragicamente questa dura esperienza.
Oggi so di avere tanti amici che portano avanti insieme a me l’affermazione della legalità e della giustizia.

Un abbraccio affettuoso a tutti voi da Pino Masciari





Pino Masciari

20 11 2007

Pino Masciari è un imprenditore edile calabrese. Aveva aziende floride che occupavano qualche centinaio di persone. Si aggiudicava appalti sia nel settore pubblico che nel privato.

Pino Masciari ha una moglie e due figli.

Pino Masciari ha denunciato la ‘ndrangheta e politici di spicco che con essa convivevano e facevano affari.

In passato, denunciare le pressioni ricevute, le minacce, le estorsioni è stato inutile per Pino. Le risposte delle forze dell’ordine erano del tipo che non ti aspetteresti mai: “stia attento prima di denunciare, si rischia la vita, non si esponga troppo“. Nel 1988, in seguito alla morte del padre e di fronte alla necessità di dover mandare avanti le due aziende di famiglia, Pino si arrende alle pressioni e inizia a pagare. Il sei per cento va ai politici. Il tre per cento ai mafiosi. Assunzioni pilotate, soprusi, forniture di materiale imposte. Si entra in un vortice impossibile. E’ la fine della libertà, come persona e come lavoratore. Vengono lesi e calpestati i tuoi diritti. Viene stracciata la tua dignità.

Pino ha forte il desiderio di rivolta, di denunciare, ma su di lui pesa il silenzio della Calabria, delle sue istituzioni, della sua gente, e le responsabilità assunte nei confronti dei suoi lavoratori e della sua famiglia. Nonostante tutto, Pino dal 1990 in poi rifiuta di sottostare al ricatto mafioso e politico. Gli stati d’avanzamento lavori improvvisamente si bloccano e non vengono pagati (o se vengono pagati, con ritardi che soffocherebbero le casse di qualsiasi azienda). Persino le banche iniziano a intralciare la vita delle aziende di Pino.

Seguono danni dolosi, danneggiamenti dei mezzi di lavoro. Uno dei fratelli di Pino viene raggiunto da un paio di sconosciuti armati e gambizzato.

Nel 1994, Pino è costretto a licenziare tutti i suoi dipendenti e a chiudere decine di cantieri, a non firmare più contratti, a non aggiudicarsi più appalti. A non svolgere più il suo lavoro. Il danno ammonta a 25 miliardi di lire.

Giunto a un punto di non ritorno, Pino decide di rivolgersi al maresciallo Nazareno Lo Preiato. Il maresciallo era, allora, il comandante della stazione di Serra San Bruno, località di residenza dell’imprenditore. Ispira fiducia. Pino inizia a raccontare al maresciallo le linee generali della sua vicenda. Le denunce si fanno circostanziate e corpose. Arrivano alla Procura Nazionale Antimafia di Catanzaro e Pino viene trasferito in un’altra regione con la famiglia e posto sotto la tutela del Servizio Centrale di Protezione.

La situazione odierna di Pino Masciari è in una fase di stallo.

Nel corso della passata legislatura è estromesso dal programma di protezione poiché i processi in cui lui figurava come testimone si erano conclusi. In realtà, non è vero. I processi ci sono, a Crotone, solo rischiano di raggiungere i termini di prescrizione. Il ricorso di Pino al Tar per annullare l’estromissione dal programma è in stallo da 35 mesi. Per legge, la sentenza deve essere data entro sei mesi!

Per migliorare la vita di Pino e della sua famiglia ci sono le leggi e i dispositivi adatti. Basterebbe solo decidere.

Dare la possibilità a Pino di tornare in possesso di tutti i suoi diritti civili (quelli scritti nella Costituzione) è una battaglia di civiltà e di educazione. Permettere a un imprenditore che denuncia la criminalità organizzata e certa politica deviata di ritornare alla sua attività nella sua terra d’origine, in totale sicurezza e tranquillità, è una battaglia che lo Stato Italiano non può permettersi di perdere né di pareggiare. La storia di Pino Masciari, che vi ho umilmente esposto, è paradigmatica.

Come faremo, altrimenti, a convincere le migliaia di altri imprenditori taglieggiati a denunciare?

Una frase, contenuta nel sito di Pino, mi ha colpito: “ogni persona in più che viene a conoscenza della mia storia mi allunga la vita di un giorno.”

Diffondere la storia di Pino è l’unica cosa che posso fare. L’unico modo in cui io, tu che leggi, noi tutti, possiamo aiutare Pino e chi come lui ha scelto di tornare in possesso della propria libertà di uomo e di lottare con tutte le proprie forze per non cedere un solo passo al nemico.

Questo post è, dunque, per Pino Masciari e per tutti coloro che lottano contro l’oppressione mafiosa.

 

Link

Ne hanno parlato anche

Grazie a tutti!
Nota
Questa vicenda mi è stata segnalata da un’amica, Luci. Grazie.





Casablanca

11 11 2007

Salvatore Borsellino pubblica questo appello su La voce di Fiore e invita tutti a farlo girare. Io sono un lettore di Casablanca, giornale che fa rivivere, e in qualche modo prolunga, l’esperienza dei Siciliani e di Pippo Fava. Una voce in un mare di silenzio che non può spegnersi perché sarebbe il fallimento di tutti. Il fallimento di chi ci crede.

Ripubblico l’appello. Perché lo sento come un dovere. In qualche modo, in un commento, l’ho scritto anche nel blog di Remo Bassini. L’informazione, già deficitaria, collusa, distorta, rischia grosso. Facciamo in modo che non accada.

Leggi il seguito di questo post »





Il prefetto Sodano

17 10 2007

Segnalo anche, attraverso Bombasicilia, questo bel post di Marco Rizzo.

Approfondire la vicenda umana e professionale di Fulvio Sodano è iniziare una discesa negli inferi di certi affari sporchi, di certa magistratura corrotta e deviata, di certo potere politico.

Marco Rizzo scrive, parlando dell’ex-prefetto di Trapani:

“Un uomo che nonostante sia costretto dalla sclerosi laterale amiotrofica a sedere su una sedia a rotelle, per nulla autosufficiente, capace di “parlare” ormai solo grazie ad un computer (che oggi ha pure deciso di ricordarci la fallibilità di Windows…), si erge su tutti come un gigante, con un carisma, un coraggio, un senso delle istituzioni che rendono piccoli piccoli gli “omoni” della mafia e della politica.”

E io lo ringrazio per queste parole.