Global Voices in italiano

31 05 2008

Ho segnalato nella barra accanto un progetto nuovo: Global Voices. Be’, nuovo non è. E’ nuova la traduzione in italiano.

Global Voices è un portale che assicura la libera circolazione dei fatti e delle idee praticamente in tutto il mondo. Se i media tradizionali non danno spazio, oscurano, tagliano, censurano, ostacolano, Global Voices rende disponibili in ben 14 lingue fatti di cronaca, di diritti umani, politica, tecnologia, religione, sviluppo e molto altro ancora.

Dietro questo lavoro c’è Bernardo Parrella, giornalista feeelance e traduttore. Possiamo aiutare l’intera redazione di Global Voices diffondendo il loro logo, quello cioé che ho inserito nella sidebar e che anche voi potete copiare nei vostri blog. Grazie.





23 Maggio 1992

23 05 2008

Ieri ho sentito un magistrato dire che non fa più il pm a Palermo perché i giochi erano diventati troppo grandi. Oggi è a Roma e fa il giudice, e alla mafia (e a certa politica) - evidentemente - non dà più fastidio.

Ieri ho sentito Ayala dire che oggi sarebbe stato a Palermo, all’aula bunker. Come ogni anno. Per la commemorazione. Come a dire: non ci resta altro da fare, se non commemorare.

Falcone non ha combattuto solo la mafia. Si è scontrato con il potere politico. E’ morto per questo.

I giochi erano diventati troppo grandi e non era possibile proseguire oltre.

Ricordo Falcone. Come ogni anno. Con una lacrima.





Un comunicato stampa di Pino Masciari

19 05 2008
TESTIMONI GIUSTIZIA. PINO MASCIARI. “TEMO DI FARE LA  FINE DI NOVIELLO”
- Vibo Valentia,  17 mag. – “Temo di fare anch’io la stessa fine che ha fatto Domenico Noviello, l’imprenditore di Castel Volturno, ucciso dalla camorra per essersi ribellato al pagamento del pizzo e con le sue denunce ha mandato in galera i suoi estorsori” Ad affermarlo Pino Masciari, l’ex imprenditore calabrese, uno dei più importanti testimoni di giustizia, al pari di Novello lasciato senza programma di protezione dopo aver servito la giustizia e lo Stato. “Dicono sempre la stessa cosa, quando per qualcuno di noi arriva la camorra o la “ndrangheta a punirti. Dicono che si era fuori dal programma di protezione. Ma perché, mi chiedo,  ci deve mandare al macello quando si sa che sia la “ndrangheta sia la camorra non scherzano. “Ho chiesto scorta e tutela, ma come risposta mi hanno tolto il programma di protezione – ha aggiunto Pino Masciari – costringendomi a ricorrere al Tar, ma ohimè! Nemmeno il tribunale amministrativo si decide a dare una risposta. E poi Gerardo Dominianni, il magistrato che proprio ieri in un comune del vibonese, ha disposto il fermo di sei presunti estorsori, dichiara che tutti gli imprenditori pagano il pizzo. La risposta è semplice – continua Masciari – E’ perché sembra che sia proprio lo Stato a volerle così, altrimenti si dovrebbe comportare meglio verso coloro che si ribellano. Non è giusto, non è umano che ciò avvenga”. Pino Masciari, l’imprenditore vibonese di 49 anni, che 11 anni fa denunciò e mandò in galera, costituendosi anche parte civile, gli esponenti delle più pericolose cosche calabresi, da allora è stato inviato unitamente alla moglie e i due figli piccoli  in una località protetta, si  fa per dire, come lui ama dire ironizzando. “In effetti si è trattato – aggiunge amaramente di un vero e proprio esilio, una deportazione, mentre io ho chiesto sempre di essere reinserito nel lavoro, come unica ed efficace risposta dello Stato contro la “ndrangheta”. Un mese fa Pino Masciari, come segno di protesta, senza scorta è ritornato in Calabria dove ha tenuto una serie di conferenze sulla legalità. Adesso è in giro per l’Italia accolto ovunque con tutto il rispetto che merita, la città di Torino, gli ha concesso la cittadinanza onoraria ed altre città stanno per farlo. Si stanno organizzando ovunque dei gruppi e per i prossimi giorni ha annunciato azioni di protesta eclatanti. Intervista a Michele Garrì (AGI)




Pino Masciari

1 04 2008

Chi mi segue ricorderà alcuni miei post passati in cui parlai di Pino Masciari, l’imprenditore calabrese che, rifiutato il ricatto mafioso, si trova oggi a dover difendere se stesso e la sua famiglia dalle cosche in solitudine. Lo Stato, quello con la S maiuscola, quello che oggi si presenta agli italiani-elettori chiedendo un voto anche per la lotta alla mafia (non faccio distinguo), lo ha abbandonato. Quest’ultima parola, questa sola, pesa come un macigno sulla vita di quest’uomo.

Pino è stato costretto a un gesto coraggioso ed estremo: oggi ha lasciato la località protetta in cui si trovava per dirigersi senza scorta in Calabria.

Leggete il comunicato stampa pubblicato nel suo sito.

Pino è in viaggio. Viaggiamo con lui.





Almeno 80 le vittime di un autentico genocidio culturale

16 03 2008

E’ il Dalai Lama che parla di genocidio culturale.

Siamo di nuovo allo stallo. Il Dalai Lama, dall’esilio in India, scrive che la gente in Tibet vive in uno stato d’orrore permanente. Rivendica la volontà di autonomia dalla Cina, non parla di separazione e di boicottaggio dei Giochi olimpici. Sa che non servirebbe.

La repressione è violenta e si acutizza man mano che trascorrono le ore. Immaginiamo facilmente (e con terrore) le torture riservate ai “ribelli” - come vengono definiti dalle autorità cinesi. Immaginiamo tutta la tragedia di un popolo che chiede solo di essere lasciato in pace e lo fa con gli strumenti della pace, per mezzo della non-violenza.

Segnalo, inoltre, questo interessante articolo scritto da Federico Rampini.





Di Myanmar non si parla più…

30 01 2008

… Ma sono oltre settecento le persone prigioniere delle carceri birmane.

Min Ko Naing è un attivista pro-democrazia. E’ uno dei pochi coraggiosi che ad agosto ha sfidato il regime e ha contribuito a far scendere in piazza migliaia e migliaia di birmani, compresi i monaci buddisti il cui abito rosso è diventato simbolo della lotta all’oppressione.

Min Ko Naing è adesso sotto accusa per le affermazioni fatte ad agosto a proposito del prezzo del carburante, affermazioni in seguito alle quali è scoppiata la protesta. I legali della National League for Democracy dicono di non conoscere le frasi per le quali il pacifista birmano si trova rinchiuso nel carcere di Rangoon.

Il problema è che ciascuno dei settecento potrebbe rimanere imprigionato per i prossimi sette anni. Sette anni senza alcun capo di accusa concreto.

Secondo l’ONU, la giunta militare ha messo fine alla protesta imprigionando migliaia di persone e uccidendone 31.

Nessuno, però, crede alle 31 vittime. Molto probabilmente saranno diverse centinaia. Ma non è questo che mi preme sottolineare. Il silenzio, che colpevolmente è sceso sulla Birmania dopo la fine della protesta, uccide due volte, tre volte, decine di volte di più di una delle giunte militari più sanguinarie della storia. L’intero popolo birmano, e non solo i settecento detenuti, è prigioniero, osteggiato dall’ombra di un governo oscuro e terrificante.

So che queste parole suoneranno inutili ai più. Il mio rammarico e il mio dolore, vero e profondo, vi garantisco, è essere conscio della loro inutilità.

Nota: questo post è stato pubblicato ieri su LPELS.





Un invito di Pino Masciari

15 01 2008
[Ricordate il post che scrissi su Pino Masciari. Da quando Pino si è aperto alla rete tramite il suo sito e il blog si sono moltiplicate le iniziative di aiuto nei suoi confronti. L'invito che riporto qui di seguito mi è stato inviato da Luci, un'amica di Leggendoscrivendo.it che tempo fa mi fece conoscere "virtualmente" Pino. Vi giro questo invito con il cuore, in particolare, agli amici romani ma non solo. Grazie per l'attenzione. ac]
Questo è un invito per tutti coloro che sono a Roma, è una data importante per Pino che continua a vivere segregato.
Tutti i tentativi di cambiare la legge per aiutarlo sono falliti miseramente, la sua vita come testimone di giustizia è fortemente in periocolo oggi più che mai..
Qui sotto c’è il suo invito a partecipare.
Il 19 gennaio 2008 non è una data scelta a caso: cade il terzo anniversario del ricorso al TAR fatto da Pino Masciari, come avete potuto leggere qui. L’iniziativa nasce da un’idea dei ragazzi di Catanzaro per essere solidali con il loro conterraneo preferito ed è rimbalzata in molte città d’Italia: Pino non sarà con noi ma è propria questa spontaneità di azione, nata tra noi, ad essere la novità. Come partecipare?
  • Sottoscrivi subito la richiesta simbolica (iniziativa non valida ai fini di legge) di aggiunta del cognome Masciari al tuo…. e falla compilare a quanta più gente puoi. La si può compilare direttamente QUI
  • E se puoi, unisciti a noi il 19 gennaio a Roma per consegnare le copie delle richieste al Viminale e per sostenere Pino Masciari in un momento importante.
Ci troveremo alle h. 10 davanti al TAR del Lazio in Piazza Nicosia 20 per poi raggiungere il Palazzo del Viminale. Tante città si stanno già preparando a muoversi: chiunque sia intenzionato ad unirsi alla delegazione lo comunichi QUI. Non c’è limite di partecipazione!
Ci sono poi amici, come a Bari (i Grilli Attivi), che non potendo essere presenti a Roma hanno organizzato una giornata degli Amici di Pino Masciari nella propria città che prevede proiezioni video ed interventi di magistrati e altre autorità.
Inviateci la segnalazione delle vostre iniziative e aggiorneremo il nostro calendario.
Qui il suo sito
http://pinomasciari.org/
Se vince Pino, vinciamo tutti!




Due, solo due, segnalazioni

8 01 2008

La prima: un documento importante è stato pubblicato su Leggendoscrivendo.it.

Di seguito la presentazione e il link per scaricarlo. Ringrazio tutti coloro che vorranno dedicargli attenzione.

Secondo dati ufficiali, nel 2001 il numero dei minori di diciotto anni coinvolti in conflitti armati nel mondo sarebbe stato di almeno trecentomila, di cui circa un quarto in Estremo Oriente. Ma, se riguardo alla protezione dell’infanzia è sempre difficile determinare stime e proiezioni, rispetto al fenomeno dei bambini soldato il compito diventa impossibile.

Quando l’arruolamento avviene nelle file governative, le autorità hanno tutto l’interesse a non fornire informazioni per non deteriorare le relazioni diplomatiche con altri paesi e la comunità internazionale. Quando invece si tratta di forze irregolari, i gruppi paramilitari operano spesso nella clandestinità e hanno (o concedono) contatti molto limitati con i mezzi di comunicazione, se non per ragioni di propaganda.
Questo documento è costituito dai risultati di una ricerca commissionata dall’UNICEF nel 2001. Lo studio è stato realizzato in alcuni paesi dell’Asia Orientale e l’Oceania grazie alla disponibilità e collaborazione di un centinaio di bambini coinvolti in conflitti armati, i quali hanno condiviso i loro sogni, le loro paure, le loro vicende di vita e la loro esperienza della morte.

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La seconda: da oggi entro a far parte della redazione di Bombasicilia.it.
Il mio ringraziamento va a Tonino Pintacuda per la stima dimostrata.




Ingrid Betancourt

11 12 2007

Terzo post di oggi. Poi mi fermo.

Cercavo notizie su Ingrid Betancourt, la donna politica colombiana sequestrata e tenuta segregata nella foresta da oltre cinque anni, quando mi sono imbattuto in questo post (invio un saluto al blogger che si firma l’ignoto marinaio, di pittorica e letteraria memoria), che riporta i link verso un sito dedicato alla Betancourt e agli altri ostaggi (che sono molti e anche di loro e delle loro sofferenze bisognerebbe parlare).

Nel sito è possibile anche firmare una petizione. Per quanto possa essere utile (come al solito, i nostri mezzi sono davvero poca cosa di fronte alla enormità di tali tragedie), invito a firmare e a far girare.





Campo de’ Fiori - aggiornamento

26 11 2007

“Nella primavera del 2005 il nostro Laboratorio di Scrittura propose ai propri iscritti un progetto ambizioso: realizzare una raccolta di racconti che si potesse leggere come un romanzo. Per ottenere questo risultato erano necessari alcuni prerequisiti: una ambientazione comune e una collocazione temporale precisa. Inoltre ci voleva un quid, un accadimento trainante che serpeggiasse sotterraneo nelle singole storie senza tuttavia esserne protagonista…”

Un altro passo avanti. La copertina, il titolo e la stampa. Non lo trovate ancora in libreria né negli store on-line (so che fremete dalla voglia di comprarlo, ma dovrete pazientare ancora un po’), ma Campo de’ Fiori assume contorni più definiti, comincia ad esserci, a materializzarsi.

A partire dalla pagina che gli ho dedicato, dove continua il brano che ho riportato in alto.