La degenerazione del calcagnolo… in mp3

31 03 2008

Online la prima puntata del nuovo sceneggiato web-radiofonico allestito da Tonino Pintacuda. Qui.

Buona ascolto e buona lettura!





Perché Bombasicilia non è più in Bombacarta e le FAQ aggiornate

14 03 2008
Dopo sette indimenticabili e fecondi anni, BombaSicilia seguirà uno sviluppo indipendente dal Progetto BombaCarta per cercare di recuperare un legame più vivo, vero e vitale con l’Isola Triangolare, al di là del monitor.Anche se ciò comporterà inevitabilmente errori e vicoli annorbati. Abbiamo deciso di concentrarci sulla nostra realtà, la nostra Disforica Isola. E soprattutto di dare fiducia ai progetti siciliani che sentiamo affini piuttosto che continuare a mantenere un impegno che diventerebbe solo formale con la Federazione BombaCarta.
Può darsi che sia solo un arrivederci. Perché, come dicono al di là dell’Oceano, non si può mai dimenticare veramente un amico. E di Amici in BombaCarta ne abbiamo parecchi.Per onestà intellettuale dobbiamo però aggiungere che non c’è mai stata un’associazione BombaSicilia confederata. Avevamo dato vita alle Kukuzze, che sono morte poco dopo la nascita della Federazione.Se un giorno ci sarà un gruppo BombaCarta Palermo forse saremo felici di prendervi parte, senza cariche, da semplici membri. Da semplicissimi lettori e macchiafogli.

[http://www.bombasicilia.it/rubriche/?p=816]

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Che cos’è BombaSicilia?

BombaSicilia è un cantiere creativo in movimento, aperto a narratori, lettori e macchiafogli che hanno un legame, di sangue o di affinità, con il Sud.

Dal 27 dicembre del 2007 bombasicilia.it è diventata supplemento del quotidiano on-line 90011.it.
La versione cartacea è pubblicata dalla Navarra Editore.

Posso scrivere su BombaSicilia?

Si partecipa soltanto su invito diretto, ma è previsto spazio per i contributi di altri parolai e ossigeno per nuovi talenti.

Oggi su BS scrivono Simona ed Emanuela Iovino, Fabio Cirello, Antonio Consoli, Tonino Pintacuda e Maria Renda.
Con la preziosa collaborazione di Giuseppe Iannozzi, Domenico Di Tullio, Rosanna Marotta, Fabrizio La Barbera e Costantino Simonelli.

Potete spedire eventuali contributi all’indirizzo bombasicilia@gmail.com, li leggeremo con piacere.

Da quanto esiste BombaSicilia e che rapporti ha avuto con BombaCarta?

L’attuale BombaSicilia è la quinta evoluzione di un progetto iniziato nell’ottobre del 2001 e ispirato inizialmente alle attività di un’associazione culturale romana, BombaCarta.

Dopo sette indimenticabili e fecondi anni, BombaSicilia seguirà uno sviluppo indipendente dal progetto BombaCarta per cercare di recuperare un legame più vivo, vero e vitale con l’Isola Triangolare, al di là del monitor.

Che fine hanno fatto i precedenti redattori?

Il 2007 è stato l’anno della grande crisi che ha portato allo scoperto alcuni problemi non risolti. Ma le crisi sono quasi sempre sofferte, necessarie e di crescita. Ecco una sintesi del 2007.

Che fine ha fatto la web-zine Bombasicilia?

La rivista “BombaSicilia - trimestrale per macchiafogli”(2004-2007) s’è chiusa col numero nove nell’aprile del 2007.

Nel maggio dello stesso anno è uscito un numero zero cartaceo per le edizioni Navarra di Marsala (TP). Tutti gli arretrati sono disponibili in versione pdf, scaricabili direttamente da qui.

Contatti

info@bombasicilia.it | redazione@bombasicilia.it | bombasicilia@gmail.com

[http://www.bombasicilia.it/rubriche/?p=822]





La generazione del calcagno

23 02 2008

Siamo apartitici ma non si può essere apolitici, come ci insegnano i grandi Greci. Con questa premessa facciamo doverosamente notare che, come accade per la musica, si deve sempre riuscire a guardare indietro con opportuno discernimento.

Abbiamo Amici e conoscenti in tutte e due le parti che stanno ricominciando a confrontarsi, forse per mera nostalgia o forse perché davvero, come diceva ieri a Taormina Carlo Verdone, «siamo all’ultimo giro».

Noi che siamo semplici e sempre più miopi Lettori ci limitiamo a ricordare quanto scriveva Elio Vittorini:

«C’è oggi nel mondo, non solo in Italia, una disperazione di vivere che sembra togliere, proprio ai più giovani, ogni possibilità, anche semplicemente storica, di lottare. Durante il fascismo c’era almeno risentimento, negli scrittori che la mostravano. Oggi ci sono occhi che nemmeno guardano, tanto li offusca stanchezza o pianto. Ma sono occhi, sono uomini. Sono una realtà con la quale dobbiamo pur fare i conti.»

Il Politecnico, n. 29 - maggio 1946

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