Le esquissine - Kaddish profano di Francesca Mazzucato

3 06 2008

Ha ragione Gianni Riotta quando scrive: “il miracolo è la scrittura della Mazzucato“. Ti accorgi che Francesca è un’ottima scrittrice già dalle prime pagine di Kaddish profano per il corpo perduto, edito nella collana Aiòn dall’editore romano Azimut.

I protagonisti del romanzo sono una donna, una scrittrice obesa con la difficoltà di accettare questa condizione, la scrittura (cruciale e decisiva, come spesso cruciale e decisivo è lo scrivere), lo scrittore Imre Kertész, fonte d’ispirazione per i luoghi e per la struttura metafisica e psicologica del libro, e una città - Budapest - capitale di un Est da cui partire per un viaggio che è interiore e personale prima che dal valore estetico.

Naturalmente non è tutto qui. C’è il corpo perduto (da ritrovare) del titolo. Ci sono i continui rimandi al passato della protagonista, scrittrice e traduttrice fuori dai “canoni”, fuori dagli schemi di certa editoria che vende prodotti e personaggi femminili alla stregua dei libri che si scrivono. C’è il viaggio, c’è Budapest e i caffé dove la scrittrice trascorre ore intere a riempire taccuini, c’è un compagno di viaggio che è stato e forse sarà ancora una volta un compagno di vita, c’è la necessità di ritrovarlo quel corpo che negli anni è stato umiliato, offeso, offerto al peggior offerente. C’è una prosa che avvolge e fa riflettere.

Nelle ultime pagine, la scrittura di Francesca muta registro e si fa più poetica e potente, quasi risolutiva. Ma qui devo fermarmi. Kaddish profano per un corpo perduto è un libro da leggere. Assolutamente.





Guida pratica all’eternità di Fabrizio Centofanti

26 05 2008

Segnalo una raccolta di racconti appena uscita: Guida pratica all’eternità.

L’autore è Fabrizio Centofanti. La prefazione è di Remo Bassini. La postfazione, di Riccardo Ferrazzi.

L’editore è Effatà Editrice.

Qui, un racconto e una lettura di Giovanni Nuscis.

Alla raccolta di racconti è stato dedicato un blog, dove verranno raccolti materiali vari: letture, recensioni e contributi di altra forma.

Acquistatela.





Remo Bassini recensisce il thriller di Luini e Lanteri

29 04 2008

In attesa di pubblicare una mia recensione del romanzo Non tornare a Mameson di Lilli Luini e Maurizio Lanteri, vi segnalo la lettura di Remo Bassini, pubblicata su Cabaret Bisanzio.

E’ stato definito «un thriller scritto a quattro mani e tre voci». Le mani sono quelle di Maurizio Lanteri e Lilli Luini, insolita coppia di giallisti che lavora a distanza, unita da un comune immaginario e dalla stessa emozione creativa, e separata dai chilometri che dividono Varese dal mare della Liguria. Le tre voci, invece, sono quelle dei protagonisti di “Non tornare a Mameson” (edizioni Frilli): Enrico, politico “trombato” che si rifugia in una baita sperduta sulle Alpi Ligure; Beatrice, la giornalista che con lui ha una storia d’amore e che nasconde un importante segreto, e Ophelia, la ragazza che parla con le bambole e con le marmotte, giovane donna dal corpo conturbante e dalla mente di bambina, vittima inconsapevole, prima ancora che degli estranei, della propria famiglia e di una realtà fortemente degradata





Kaddish profano per il corpo perduto - Francesca Mazzucato

12 04 2008

Sarà in libreria a partire dal 22 aprile l’ultimo romanzo di Francesca Mazzucato, Kaddish profano per il corpo perduto, edito da Azimut Libri di Roma.

Nel blog di Francesca, il link al booktrailer.

Il romanzo è ambientato a Budapest.

Una città che amo molto. Del libro non posso dirvi  molto, non ancora. E poi, l’autore, se dice molto di un libro di solito è patetico. Quel patetismo tenero ma disturbante che allontana dalla parola, che deve viaggiare accompagnata ma con la sua potenza, arrivare dove può e dove riesce.

continua





Morto a 90 anni Arthur C. Clarke

19 03 2008

 

Soffriva di una sindrome respiratoria post-polio da quasi venti anni.

Il New York Times gli dedica uno speciale di tre pagine. Su Youtube, il video con il saluto ai suoi lettori in occasione del suo 90° compleanno (dicembre 2007).

 





Prose sparse: In bilico, Milvia Comastri

22 02 2008
Il racconto ospitato questa volta nella sezione Prose sparse è firmato da Milvia Comastri. Mi risparmio ogni forma di presentazione, dal momento che il blog di Milvia, Rossi orizzonti, è frequentato da ciascuno di voi. Quindi non mi dilungo. Il titolo del racconto è In bilico, e preferisco non anticiparvi nulla.
Buona lettura!
In bilico

C’è silenzio. Un silenzio pulito che si estende dai campi fino all’orizzonte, dove le colline, con le dolci cime arrotondate dal colore bruno, gli riportano alla mente le pesanti mammelle delle donne africane.

C’è un odore di stoppie bruciate, nell’aria, residuo di fuochi serali dei contadini.

Macchie rosse spezzano a tratti il dorato delle spighe, come cuori esposti.

continua la lettura





Signal

27 01 2008

Domani, lunedì, si riparte con Prose sparse.

Ospite di Esquisse sarà questa volta Mauro Mirci, capitano di lungo corso del sito/blog siciliano Paroledisicilia.it. Il racconto, data la sua lunghezza, sarà pubblicato - come pure ho fatto per i racconti precedenti - in tre parti.

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Su La poesia e lo spirito (LPELS, per gli affezionati), Franz Krauspenhaar ha pubblicato un post dal titolo Come si diventa (a volte) scrittori. Tra le altre cose, scrive:

Sono diventato scrittore perché non avevo più niente da fare, e soprattutto da perdere. Prima avevo fatto di tutto, o quasi. Intanto scrivevo ma credendoci fino a un certo punto, anzi non credendoci per niente, spinto solamente da una passione pura.

E, alla fine:

Nel 98 mi misi a bere e contemporaneamente a dipingere. Dipinsi furiosamente qualcosa come un centinaio di acquerelli, tecniche miste, acrilici, anche olii. Mi ispiravo a Otto Dix, a Grosz, i miei pittori preferiti. Scaricavo la mia rabbia immensa sulla carta e sulla tela. Dopo tre mesi smisi di bere, per fortuna. Nel maggio del 99, in 10 giorni piuttosto impegnativi, scrissi Le cose come stanno. Ero diventato uno scrittore sul serio.

Ma andate a leggerlo nella sua interezza, perché è un pezzo davvero bello.

link: Come si diventa ( a volte) scrittore

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Domenica scorsa, credo - con i tempi e le date, ormai da un po’ non ci sto più, sono tornato a Letojanni (Messina). Il paese è in fase di “restauro”. Stanno rifacendo parte del lungomare, parte d’illuminazione.

A Letojanni c’è una cartolibreria dove di solito mi fermo ad acquistare il giornale (la Repubblica). Come domenica scorsa. Il proprietario è Matteo Abbate. Frequentando Letojanni da diciotto anni, conoscevo Matteo di vista, ma non sapevo nulla del fatto che scrivesse, che fosse uno scrivistorie, autore sikano, clown siculo, filosofo elimo. Insomma, è stato un grandissimo piacere conoscerlo.

Per chi si trovasse a Letojanni (io, Matteo, pomeriggio non posso proprio esserci - comunicazione personale a cura dell’autore!), oggi pomeriggio, nell’ambito dell’iniziativa Quattro chiacchiere con…, si terrà un incontro con la scrittrice Maria Concetta Calabrese, che presenterà il volume Una storia di famiglia (I Mauro di Messina).

Nell’ambito della stessa iniziativa è pure previsto un incontro (il prossimo 16 marzo) con lo scrittore Sergio Claudio Perroni, autore del romanzo Non muore nessuno - Bompiani.

Matteo Abbate sarà invece a Catania il 9 febbraio prossimo, per presentare il suo ultimo libro Lo spaventapasseraio e altre visioni presso la libreria “La cultura“. Naturalmente, io conto di esserci!





Il testamento di un grande editore - Pierre Assouline

25 01 2008

Con questo articolo prende il via oggi la sezione La repubblica dei libri. Come scritto ieri, si tratta di una selezione di post a firma di Pierre Assouline, critico e giornalista francese, tradotti dal sottoscritto. I post saranno via via inseriti in pagine statiche eternamente reperibili in questa pagina. Mi piacerebbe conoscere, attraverso i commenti o le email, cosa ne pensate di questa nuova sezione. Buona lettura!

La Basilica di Sainte-Clothilde (Parigi, VIIéme) nereggiava di folla ieri mattina in occasione dei funerali dell’editore Christian Bourgois, scomparso di recente.

Folla di editori certo, e di scrittori, di addetti stampa, di critici, di giornalisti e soprattutto di amici e lettori. Perduti in questa moltitudine di nomi e di volti che si salutano, di semplici lettori anonimi venuti a manifestare con la loro sola presenza la gratitudine verso colui cui devono meraviglie letterarie. Appena coperta dall’eco del flauto armonico, una voce mormora: “Christian non è mai stato prudente, eppure è probabilmente il solo editore di cui nessuno ha mai detto male, cosa che è una vera prodezza in questo ambiente. In fondo, non si conoscono suoi nemici.” Il che dice già molto della rarità e della qualità di quest’uomo. […]

continua





La république des livres e altro

24 01 2008

Da un po’ di tempo a questa parte leggo sempre più blog letterari di altre nazioni. In particolare - e lo si può notare dai miei link - blog con targa francese.

La mia passione per la Francia è storia antica. Risale almeno ai tempi della scuola media inferiore, quando il francese era la materia che studiavo con maggior piacere. La mia insegnante di francese era una donna tarchiata e robusta e - come tutte le donne tarchiate e robuste - camminava in modo goffo, ondulando come un pinguino. Da lei ricevevo di continuo complimenti e incoraggiamenti. Fatto primo.

Fatto secondo. L’acquisto dei Fleurs du Mal di Baudelaire. Quel libro, oltre a un’immensa quanto fugace passione per la poesia, mi consentì di muovere alcuni timidi passi in un francese non più fatto di crayons, armoires, mére e pére, ma di frasi come questa che segue:

Dis-moi, ton coeur parfois s’envole-t-il, Agathe,

loin du noir océan de l’immonde cité,

vers un autre océan où la splendeur éclate,

bleu, clair, profond, ainsi que la virginité?

Dis-moi, ton coeur parfois s’evole-t-il, Agathe?

Tra i blog francesi che più leggo c’è quello che Pierre Assouline (critico, giornalista e scrittore) cura quotidianamente su Le Monde. Attraverso i post di Assouline riesco quindi ad avvicinarmi alla letteratura e narrativa francese contemporanea più facilmente che con altri mezzi, oltre - s’intende - l’acquisto di libri in lingua.

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Consigli di scrittura: Jack Kerouac

18 01 2008
Jack Kerouac

Per questo fine settimana vi lascio con questo post dedicato a Kerouac.

A partire dalla prossima settimana, Esquisse si arricchirà di un nuovo spazio che spero riterrete interessante

Mi rendo conto che in quest’ultimo periodo scrivo post meno “personali”: prendo un po’ di qua e un po’ di là, e devo anzi dire che il tag Prose sparse, in questo mi sta aiutando moltissimo. Qualcuno me lo ha fatto notare via mail. Mea culpa.

Il fatto è che sono moltissimo occupato, a partire dalla scrittura del romanzo fino alla benedettissima università, passando per i cinque-sei progetti vari e segretissimi che sto cercando di portare avanti in parallelo (gli informatici direbbero in multitasking).

Ma adesso passiamo a Kerouac e alla sua List of essentials.

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