Esquisse – il blog di antonio consoli

Cesare Pavese – Il mestiere di una vita

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Oltralpe, la rivista Le Magazine Littéraire torna a occuparsi in un testo critico della figura dello scrittore italiano Cesare Pavese, morto suicida in una camera d’albergo romana il 27 agosto 1950. Le Magazine Littéraire lo fa con un fine dichiarato, che è quello di vedere pubblicata in Francia – per la prima volta – l’opera completa dello scrittore de La luna e i falò.

Successo e felicità vanno raramente di pari passo. Nel caso di Casare Pavese è quanto mai vero. Nel 1950 vince il premio Strega proprio con il romanzo La bella estate e inizia a collaborare con la redazione della rivista Cultura e realtà scrivendo un articolo che lo porterà a rompere con gli ambienti intellettuali comunisti. Il suicidio, inatteso, dovuto a una delusione amorosa e a un certo disagio esistenziale che è ben delineato nel suo diario, Il mestiere di vivere, lo consacrerà agli occhi dei più come una figura eccezionale vittime del proprio destino, come Federico Garçia Lorca o Giacomo Leopardi.

Tutte le opere postume di Cesare Pavese furono pubblicate sotto la supervisione di Italo Calvino presso Einaudi. Ricordiamo anche che presso Einuadi, Pavese fu uno dei più apprezzato collaboratori e traduttori, artefice del successo in Italia di autori quali Faulkner, Whitman e Dos Passos.

Alcune opere dello scrittore italiano sono intanto state pubblicate presso Gallimard in un volume di 1820 pagine dal titolo Oeuvres, inserito nella prestigiosa collana Quarto e curato da Martin Rueff, scrittore e poeta francese e già curatore di un volume monografico dedicato alla poesia italiana contemporanea.

Written by antonioconsoli

9 f, 2008 a 3:06 pm

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