23 Maggio 1992

Ieri ho sentito un magistrato dire che non fa più il pm a Palermo perché i giochi erano diventati troppo grandi. Oggi è a Roma e fa il giudice, e alla mafia (e a certa politica) – evidentemente – non dà più fastidio.
Ieri ho sentito Ayala dire che oggi sarebbe stato a Palermo, all’aula bunker. Come ogni anno. Per la commemorazione. Come a dire: non ci resta altro da fare, se non commemorare.
Falcone non ha combattuto solo la mafia. Si è scontrato con il potere politico. E’ morto per questo.
I giochi erano diventati troppo grandi e non era possibile proseguire oltre.
Ricordo Falcone. Come ogni anno. Con una lacrima.



Mio figlio aveva cinque mesi, oggi è un ragazzone, eppure solo guardare lui mi dà la misura del tempo trascorso. Quel cratere sul’autostrada, lungo sedici anni, non si è mai richiuso.
Lilliblu
24 f, 2008 alle 12:48 am