Remo Bassini recensisce il thriller di Luini e Lanteri

29 04 2008

In attesa di pubblicare una mia recensione del romanzo Non tornare a Mameson di Lilli Luini e Maurizio Lanteri, vi segnalo la lettura di Remo Bassini, pubblicata su Cabaret Bisanzio.

E’ stato definito «un thriller scritto a quattro mani e tre voci». Le mani sono quelle di Maurizio Lanteri e Lilli Luini, insolita coppia di giallisti che lavora a distanza, unita da un comune immaginario e dalla stessa emozione creativa, e separata dai chilometri che dividono Varese dal mare della Liguria. Le tre voci, invece, sono quelle dei protagonisti di “Non tornare a Mameson” (edizioni Frilli): Enrico, politico “trombato” che si rifugia in una baita sperduta sulle Alpi Ligure; Beatrice, la giornalista che con lui ha una storia d’amore e che nasconde un importante segreto, e Ophelia, la ragazza che parla con le bambole e con le marmotte, giovane donna dal corpo conturbante e dalla mente di bambina, vittima inconsapevole, prima ancora che degli estranei, della propria famiglia e di una realtà fortemente degradata


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Una risposta a “Remo Bassini recensisce il thriller di Luini e Lanteri”

30 04 2008
CINZIA PIERANGELINI (22:28:59) :

wow

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