Le esquissine - Il sangue degli altri, Antonio Pagliaro
3 04 2008Cosa sono Le esquissine?
Sono letture, più che recensioni, dei romanzi che in qualche modo - negativo o positivo - mi hanno colpito. Saranno pubblicate su Bombasicilia e qui su Esquisse. Inizio oggi con il romanzo Il sangue degli altri di Antonio Pagliaro.
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Il sangue degli altri, opera prima del palermitano Antonio Pagliaro, è un ottimo romanzo. Ambientato tra una Palermo ostaggio del caldo e dei soliti poteri forti e una Cecenia vittima delle atrocità della guerra, Il sangue degli altri ha il sapore, più che del thriller (ne segue comunque tutti i canoni classici), dell’inchiesta giornalistica.
Non a caso, il protagonista dell’intera vicenda è un giornalista, tale Corrado Lo Coco, che si barcamena tra la scrittura di articoli impegnati per “L’Ora” (nome che rievoca uno storico quotidiano siciliano oramai scomparso) e articoli gossipari per altre riviste e giornali sulla movida palermitana. Lo Coco si ritrova invischiato in fatti che hanno dell’insolito: la morte di un’imprenditore coinvolto nell’affare molto lucrativo dei casinò in Sicilia, la morte violenta di un cittadino russo e il ritrovamento del cadavere di un ucraino. Delitti solo in apparenza indipendenti l’uno dall’altro. Lo Coco, tra le minacce dei combattenti ceceni e della mafia locale, riuscirà a scoprire i retroscena della storia, seguendo un percorso che lo condurrà dapprima in Cecenia, luogo di violenza e di massacri, poi in Russia, per finire in Lettonia, a Riga. E mi fermo qui, perché rischio di rivelare dettagli importanti di una trama ben congegnata, con frequenti colpi di scena e rivelazioni.
La narrazione di Pagliaro è efficace e condotta con sicurezza. C’è veramente molto poco ne Il sangue degli altri dell’esordio letterario. I vari registri linguistici sono utilizzati con bravura e mestiere. I personaggi sono ben caratterizzati. Rilevo una stonatura (ma è da sempre un mio prurito, e in ogni caso rappresenta solo il mio punto di vista) nella caratterizzazione del tenente Cascioferro, amico di Lo Coco e investigatore, che sfiora a volte lo stereotipo del carabiniere assetato di caffè e calcio, spesso a corto persino delle più elementari nozioni geografiche. Figura che forse apparteneva più al passato, e non a un giovane tenente uscito dall’Accademia. Ma si tratta di un’inezia.
Ultima nota: vicende di mafia, di intrecci con la politica, col malaffare, di loschi affari internazionali, riempiono continuamente gli scaffali delle librerie. Per Il sangue degli altri ci sarebbe stato un finale comodo, rassicurante, felice, banale. Antonio Pagliaro traccia invece sulla pagina un finale degno di essere ricordato. Un finale in cui la giustizia ha le mani legate e non può (non riesce, non vuole) trionfare. Un finale costituito da tante verità parziali che insieme fanno una bugia. Quella bugia sulla quale parte della storia d’Italia è tristemente fondata, più che sulla limpidità della Costituzione Repubblicana.
E’ lì, in quelle ultime trenta, quaranta pagine, che Antonio si è guadagnato tutta la mia stima.



[...] pagine, che Antonio si è guadagnato tutta la mia stima”. Antonio Consoli (leggi tutto su Esquisse o [...]
[...] pagine, che Antonio si è guadagnato tutta la mia stima“. Antonio Consoli (leggi tutto su Esquisse o [...]
Complimenti!!!! e in bocca al lupo. Ciao Lucia