Esquisse – il blog di antonio consoli

Almeno 80 le vittime di un autentico genocidio culturale

con 6 commenti

E’ il Dalai Lama che parla di genocidio culturale.

Siamo di nuovo allo stallo. Il Dalai Lama, dall’esilio in India, scrive che la gente in Tibet vive in uno stato d’orrore permanente. Rivendica la volontà di autonomia dalla Cina, non parla di separazione e di boicottaggio dei Giochi olimpici. Sa che non servirebbe.

La repressione è violenta e si acutizza man mano che trascorrono le ore. Immaginiamo facilmente (e con terrore) le torture riservate ai “ribelli” – come vengono definiti dalle autorità cinesi. Immaginiamo tutta la tragedia di un popolo che chiede solo di essere lasciato in pace e lo fa con gli strumenti della pace, per mezzo della non-violenza.

Segnalo, inoltre, questo interessante articolo scritto da Federico Rampini.

Written by antonioconsoli

16 f, 2008 a 2:53 pm

6 Risposte

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  1. Ci ritroviamo, ancora una volta, caro Antonio, a dover parlare di tragedie. Ieri (ma ancora oggi, perchè libertà non si è raggiunta) la Birmania. Oggi il Tibet. E’ tutto molto triste, oltre che orribile.
    Milvia

    Milvia

    17 f, 2008 alle 2:31 am

  2. L’espressione genocidio culturale mi ferisce profondamente ma non mi coglie impreparata. Ho letto un paio di mesi fa il diario che un’amica scrisse in Tibet, durante un viaggio nel 1992. Lei raccontava già allora i segni dolorosi di una dominazione che sta facendo scomparire l’antichissima cultura tibetana. Dalle sue parole mi era arrivato un violento confronto tra la Lhasa di oggi, piena di negozi cinesi, strade affollate, ristoranti, persino discoteche, con quel mondo di pace, di meditazione, quel mondo davvero a due passi dal cielo e che io immaginavo ancora.
    Sono trascosi altri sedici anni, possiamo ben immaginare… la dittatura del resto uccide tutto. Una dittatura, tra l’altro, imbevuta non solo di ideologia ma anche di culto per l’economia e il dio denaro. Un mix letale.

    Lilliblu

    18 f, 2008 alle 10:52 pm

  3. E’ teribile quello che sta sucedendo in questo paese e come alla Cina sia tutto concesso, Giulia

    giulia

    25 f, 2008 alle 5:04 pm

  4. sì, Giulia, è terribile, e come al solito assordante il silenzio dell’occidente. E’ triste dover ripetere sempre le stesse cose. Un gran bel lavoro di memoria e cronaca lo sta facendo Milvia (primo commento di questo post).

    E, come sempre, le popolazioni direttamente interessate – i cinesi, in questo caso – sono tenute all’oscuro dai loro governi. Così facendo non è lecito aspettarsi una reazione “interna” all’orrore. L’unica strada a mio avviso percorribile per una reale rivoluzione – evoluzione.

    antonio consoli

    25 f, 2008 alle 10:47 pm

  5. Una popolazione sacrificata sull’altare di una ideologia e di scelte di geopolitica e di economia. Rosse di sangue non sono solo le mani dei cinesi, ma di quel sangue sono sporche anche tre secoli di storia culturale e politica occidentale

    Sebastiano Cuffari

    26 f, 2008 alle 4:00 am

  6. Ho un’amica che ha scritto un libro su un viaggio in Tibet. E’ una gionalista, si chiama Viviana Spada e mi ha chiesto di aiutarla a diffondere questo messaggio.
    Cito.
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    MARCIA VERSO IL TIBET
    in questi giorni i telegiornali danno notizie delle manifestazioni di Lasha in Tibet per l’indipendenza e il rispetto dei diritti umani, e della cultura tibetana.
    Il Tibet fu invaso dalla Cina nel 1949 e da allora è in atto un genocidio del popolo tibetano e della sua cultura. Ad oggi si contano 1 milione di morti.
    Il governo tibetano in esilio nella figura del Dalai Lama invita l’opinione pubblica mondiale a prendere posizione sulle repressione in atto.

    POCHI SANNO (perchè i telegiornali non ne parlano??) CHE LE MANIFESTAZIONI DI LASHA SONO LEGATE AD UN’ALTRA INIZIATIVA IMPORTANTE IL 10 MARZO E’ PARTITA IN INDIA UNA MARCIA A SOSTEGNO DELLA CAUSA TIBETANA CHE DURERA’ 6 MESI DALL’INDIA A PECHINO. ARRIVERA’ A PECHINO PER LE OLIMPIADI. CON CINA PIENA DI GIORNALISTI IL MONDO INTERO POTRA’ CONOSCERE QUELLO CHE STA SUCCEDENDOCERCHERANNO DI BLOCCARLA IN MILLE MODI.

    La marcia è organizzata da 5 organizzazioni non governative per i diritti umani.
    Partecipano 100 marciatori, con al seguito anche due avvocati specializzati nella difesa dei diritti umani.
    La marcia è già stata fermata dalla polizia indiana al 3° giorno e pare ripartita. Turisti e giornalisti presenti si aggregano via via.

    SEGUI IL DIARIO DELLA MARCIA SUI SEGUENTI LINK

    http://www.italiatibet.org
    http://www.olistica.tv (blog di Piero Verni)
    http://www.comune.colognomonzese.mi.it

    DIFFONDI PER FAVORE IL MESSAGGIO : LA MARCIA PUO’ ANDARE AVANTI SOLO SE VIENE DIFFUSA LA NOTIZIA!!!

    Grazie!
    ————————————–

    Lilliblu

    27 f, 2008 alle 12:16 am


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