Esquisse – il blog di antonio consoli

Un commento importante

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Lilli Luini ha lasciato un commento molto bello e interessante nel post in cui ho ri-parlato scritto della situazione in Birmania. Lo riporto qui, tirandolo fuori dalle sabbie mobili dei commenti. Al commento di Lilli io ho risposto di seguito. Se volete intervenire, per prendere la parola sapete come fare.

Quando le cose accadono, c’è una grande risonanza. La risonanza globale.
Poi, il silenzio inghiotte tutto.
Accade qualcosa d’altro, e si torna a parlare.
Quindi cala di nuovo il silenzio. Un silenzio altrettanto globale.
Io non sono più tanto giovane, e ricordo un mondo non necessariamente migliore ma diverso. Dove la guerra nel Vietnam era la prima notizia del TG, massimo la seconda, tutte le sere. Dove la carestia nel Biafra era una notizia costante, seguita. Adesso, una strage in Iraq da 40, 50 morti non merita l’apertura. Ben se merita un servizio a metà scaletta. E il Darfur salta fuori, un trafiletto appena, se – come oggi – 12.000 profughi si riversano nel Ciad. L’hanno detto così, en passant, una strage da 200 morti o più negli ultimi giorni.
Qualcuno ha detto che il cordoglio dura sempre meno.
Qualcun altro sostiene che la gente è egocentrica e che l’interesse è solo di facciata. In parte sarà anche vero. Ma le persone intelligenti sensibili e preoccupate sono tante. E pensano: che ci possiamo fare. E’ proprio questo senso di totale inutilità che blocca tutto, che fa richiudere l’individuo nella propria individualità. Scontento di farlo, ma spinto dall’istinto di conservazione.

La mia risposta:

Una tragedia ne sostituisce un’altra. Un omicidio passa in primo piano rispetto al precedente. Siamo sempre allo stesso punto di partenza: vietato soffermarsi a lungo su un dato problema, bisogna rapidamente passare ad altro, perché la gente(utente/lettore/consumatore) necessita di novità. E che importa se, come dici benissimo e ci tengo a sottolinearlo, 50-100 persone perdono la vita quotidianamente in uno scenario di guerra. Oramai, non ci facciamo più caso: i soliti morti, ecchisenefrega!

Devo confessarti che io mi sono chiuso a riccio nell’ultimo periodo. Fino a qualche anno fa mi sarei infuocato, infervorato, avrei lanciato strali contro tutto e tutti. Oggi sento di dover pensare in primo luogo a me stesso perché qualunque cosa io pensassi di fare, il mondo andrebbe avanti comunque, con le sue dinamiche sbagliate, con le sue storture e i suoi orrori. Se è istinto di sopravvivenza non lo so. So solamente che vorrei non fosse così.

 

Nota 1: i commenti non li ho rivisti, soprattutto il mio che è stato scritto di fretta. Quindi perdonate a me gli errori presenti.
Nota 2: non sono scomparso, solo tutto è diventato un po’ più difficile da seguire!


Written by antonioconsoli

11 f, 2008 a 10:27 pm

Pubblicato in dialoghi, diritti umani

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