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	<title>Commenti a: Di Myanmar non si parla più&#8230;</title>
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		<title>Di: antonioconsoli</title>
		<link>http://antonioconsoli.wordpress.com/2008/01/30/di-myanmar-non-si-parla-piu/#comment-313</link>
		<dc:creator>antonioconsoli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 14:06:35 +0000</pubDate>
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		<description>Una tragedia ne sostituisce un&#039;altra. Un omicidio passa in primo piano rispetto al precedente. Siamo sempre allo stesso punto di partenza: vietato soffermarsi a lungo su un dato problema, bisogna rapidamente passare ad altro, perché la gente(utente/lettore/consumatore) necessita di novità. E che importa se, come dici benissimo e ci tengo a sottolinearlo, 50-100 persone &lt;strong&gt;perdono la vita&lt;/strong&gt; quotidianamente in uno scenario di guerra. Oramai, non ci facciamo più caso: i soliti morti, ecchisenefrega!

Devo confessarti che io mi sono chiuso a riccio nell&#039;ultimo periodo. Fino a qualche anno fa mi sarei infuocato, infervorato, avrei lanciato strali contro tutto e tutti. Oggi sento di dover pensare in primo luogo a me stesso perché qualunque cosa io pensassi di fare, il mondo andrebbe avanti comunque, con le sue dinamiche sbagliate, con le sue storture e i suoi orrori. Se è istinto di sopravvivenza non lo so. So solamente che vorrei non fosse così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una tragedia ne sostituisce un&#8217;altra. Un omicidio passa in primo piano rispetto al precedente. Siamo sempre allo stesso punto di partenza: vietato soffermarsi a lungo su un dato problema, bisogna rapidamente passare ad altro, perché la gente(utente/lettore/consumatore) necessita di novità. E che importa se, come dici benissimo e ci tengo a sottolinearlo, 50-100 persone <strong>perdono la vita</strong> quotidianamente in uno scenario di guerra. Oramai, non ci facciamo più caso: i soliti morti, ecchisenefrega!</p>
<p>Devo confessarti che io mi sono chiuso a riccio nell&#8217;ultimo periodo. Fino a qualche anno fa mi sarei infuocato, infervorato, avrei lanciato strali contro tutto e tutti. Oggi sento di dover pensare in primo luogo a me stesso perché qualunque cosa io pensassi di fare, il mondo andrebbe avanti comunque, con le sue dinamiche sbagliate, con le sue storture e i suoi orrori. Se è istinto di sopravvivenza non lo so. So solamente che vorrei non fosse così.</p>
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		<title>Di: Lilliblu</title>
		<link>http://antonioconsoli.wordpress.com/2008/01/30/di-myanmar-non-si-parla-piu/#comment-312</link>
		<dc:creator>Lilliblu</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 22:16:05 +0000</pubDate>
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		<description>Quando le cose accadono, c&#039;è una grande risonanza. La risonanza globale. 
Poi, il silenzio inghiotte tutto. 
Accade qualcosa d&#039;altro, e si torna a parlare. 
Quindi cala di nuovo il silenzio. Un silenzio altrettanto globale. 
Io non sono più tanto giovane, e ricordo un mondo non necessariamente migliore ma diverso. Dove la guerra nel Vietnam era la prima notizia del TG, massimo la seconda, tutte le sere. Dove la carestia nel Biafra era una notizia costante, seguita. Adesso, una strage in Iraq da 40, 50 morti non merita l&#039;apertura. Ben se merita un servizio a metà scaletta. E il Darfur salta fuori, un trafiletto appena, se - come oggi - 12.000 profughi si riversano nel Ciad. L&#039;hanno detto così, en passant, una strage da 200 morti o più negli ultimi giorni. 
Qualcuno ha detto che il cordoglio dura sempre meno. 
Qualcun altro sostiene che la gente è egocentrica e  che l&#039;interesse è solo di facciata. In parte sarà anche vero. Ma le persone intelligenti sensibili e preoccupate sono tante. E pensano: che ci possiamo fare. E&#039; proprio questo senso di totale inutilità che blocca tutto, che fa richiudere l&#039;individuo nella propria individualità. Scontento di farlo, ma spinto dall&#039;istinto di conservazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando le cose accadono, c&#8217;è una grande risonanza. La risonanza globale.<br />
Poi, il silenzio inghiotte tutto.<br />
Accade qualcosa d&#8217;altro, e si torna a parlare.<br />
Quindi cala di nuovo il silenzio. Un silenzio altrettanto globale.<br />
Io non sono più tanto giovane, e ricordo un mondo non necessariamente migliore ma diverso. Dove la guerra nel Vietnam era la prima notizia del TG, massimo la seconda, tutte le sere. Dove la carestia nel Biafra era una notizia costante, seguita. Adesso, una strage in Iraq da 40, 50 morti non merita l&#8217;apertura. Ben se merita un servizio a metà scaletta. E il Darfur salta fuori, un trafiletto appena, se &#8211; come oggi &#8211; 12.000 profughi si riversano nel Ciad. L&#8217;hanno detto così, en passant, una strage da 200 morti o più negli ultimi giorni.<br />
Qualcuno ha detto che il cordoglio dura sempre meno.<br />
Qualcun altro sostiene che la gente è egocentrica e  che l&#8217;interesse è solo di facciata. In parte sarà anche vero. Ma le persone intelligenti sensibili e preoccupate sono tante. E pensano: che ci possiamo fare. E&#8217; proprio questo senso di totale inutilità che blocca tutto, che fa richiudere l&#8217;individuo nella propria individualità. Scontento di farlo, ma spinto dall&#8217;istinto di conservazione.</p>
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		<title>Di: antonio consoli</title>
		<link>http://antonioconsoli.wordpress.com/2008/01/30/di-myanmar-non-si-parla-piu/#comment-306</link>
		<dc:creator>antonio consoli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 13:25:02 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao. Grazie della visita e del commento.

Sì, internet in questi casi si dimostra ben più che utile. è essenziale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao. Grazie della visita e del commento.</p>
<p>Sì, internet in questi casi si dimostra ben più che utile. è essenziale.</p>
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		<title>Di: Francois Pesce</title>
		<link>http://antonioconsoli.wordpress.com/2008/01/30/di-myanmar-non-si-parla-piu/#comment-305</link>
		<dc:creator>Francois Pesce</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2008 16:20:59 +0000</pubDate>
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		<description>Giusto ricordarlo. Purtroppo, dopo l&#039;ondata mediatica, il caso non ha fatto più tanto scalpore ed è stato accantonato (come era facile aspettarsi). Credo sia fondamentale continuare a sostenere questa lotta nonviolenta, informandoci grazie a canali &quot;collaterali&quot; made in internet.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto ricordarlo. Purtroppo, dopo l&#8217;ondata mediatica, il caso non ha fatto più tanto scalpore ed è stato accantonato (come era facile aspettarsi). Credo sia fondamentale continuare a sostenere questa lotta nonviolenta, informandoci grazie a canali &#8220;collaterali&#8221; made in internet.</p>
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		<title>Di: Milvia</title>
		<link>http://antonioconsoli.wordpress.com/2008/01/30/di-myanmar-non-si-parla-piu/#comment-303</link>
		<dc:creator>Milvia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 21:45:54 +0000</pubDate>
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		<description>Bravo, Antonio! Cerchiamo di continuare noi, a parlarne. Anche solo per denunciare il silenzio.

Milvia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo, Antonio! Cerchiamo di continuare noi, a parlarne. Anche solo per denunciare il silenzio.</p>
<p>Milvia</p>
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