Esquisse – il blog di antonio consoli

Gli auguri per il nuovo anno…

con 18 commenti

… voglio farveli con una poesia del poeta lituano, premio Nobel per la letteratura, Czeslaw Milosz.

Questa poesia è molto bella. Milosz non aspira alla morale. La lascia agli altri. Pensando alla parabola umana di Giordano Bruno, il poeta si sofferma sulla solitudine di chi muore. Sulla solitudine di chi, condannato da quegli esseri umani che poi torneranno alle loro taverne come se nulla fosse successo, non trova le espressioni adatte per dire addio all’umanità.

Anche a noi, in questo 2007 ormai giunto al termine, ci attendono tavole colme di cibo. Ci attendono parenti festanti, figli desiderosi di scartare i regali. Ed è giusto così. Vi auguro di essere felici con i vostri cari.

Ma vi chiedo di pensare a chi è stato condannato (dalle guerre, dalla violenza, dalle feroci dittature) alla solitudine della morte e non trova espressioni adatte per dirci addio.

Il mio augurio è per un 2008 migliore.

Campo dei Fiori

A Roma in Campo dei Fiori
Ceste di olive e limoni,
Spruzzi di vino per terra
E frammenti di fiori.
Rosati frutti di mare
Vengono sparsi sui banchi,
Bracciate d’uva nera
Sulle pesche vellutate.

Proprio qui, su questa piazza
Fu arso Giordano Bruno.
Il boia accese la fiamma
Fra la marmaglia curiosa.
E non appena spenta la fiamma,
Ecco di nuovo piene le taverne.
Ceste di olive e limoni
Sulle teste dei venditori.

Mi ricordai di Campo dei Fiori
A Varsavia presso la giostra,
Una chiara sera d’aprile,
Al suono d’una musica allegra.
Le salve dal muro del ghetto
Soffocava l’allegra melodia
E le coppie si levavano
Alte nel cielo sereno.

Il vento dalle case in fiamme
Portava neri aquiloni,
La gente in corsa sulle giostre
Acchiappava i fiocchi nell’aria.
Gonfiava le gonne alle ragazze
Quel vento dalle case in fiamme,
Rideva allegra la folla
Nella bella domenica di Varsavia.

C’è chi ne trarrà la morale
Che il popolo di Varsavia o Roma
Commercia, si diverte, ama
Indifferente ai roghi dei martiri.
Altri ne trarrà la morale
Sulla fugacità delle cose umane,
Sull’oblio che cresce
Prima che la fiamma si spenga.

Eppure io allora pensavo
Alla solitudine di chi muore.
Al fatto che quando Giordano
Salì sul patibolo
Non trovò nella lingua umana
Neppure un’espressione
Per dire addio all’umanità,
L’umanità che restava.

Rieccoli a tracannare vino
A vendere bianche asterie,
Ceste di olive e limoni
Portavano un gaio brusìo.
Ed egli già distava da loro
Come fossero secoli,
Essi attesero appena
Il suo levarsi nel fuoco.

E questi, morenti, soli,
Già dimenticati dal mondo,
La loro lingua ci è estranea
Come lingua di antico pianeta.
Finché tutto sarà leggenda
E allora dopo molti anni
Su un nuovo Campo dei Fiori
Un poeta desterà la rivolta.

Written by antonioconsoli

31 f, 2007 a 3:38 pm

Pubblicato in autori, citazioni, poesia

18 Risposte

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  1. Una bellissima poesia di un poeta che non conoscevo. Parole per riflettere, parole che fanno anche vergognare per l’indifferenza agli altri che troppo spesso dimostriamo.
    Ecco, vorrei che il 2008 fosse, oltre a un’anno di serenità per tutti noi, anche l’anno della NON indifferenza, dell’ATTENZIONE, del PRENDERSI CURA dell’altro, prima che il tempo, con la sua corsa sempre più sfrenata, ne cancelli la memoria.
    Buon 2008, Antonio, e grazie per farci stare “attenti”.
    Milvia

    Milvia

    31 f, 2007 alle 6:14 pm

  2. Grazie, Milvia, a te.

    antonioconsoli

    31 f, 2007 alle 7:00 pm

  3. tanti auguri antonio
    remobassini

    marsiglia

    31 f, 2007 alle 9:10 pm

  4. peace and love e auguriiiiiii!!!

    batsceba

    31 f, 2007 alle 10:15 pm

  5. Auguri!!!

    Renzo

    Renzo Montagnoli

    31 f, 2007 alle 11:12 pm

  6. Auguri ricambiatissimi Remo, Bat e Renzo.

    antonioconsoli

    1 f, 2008 alle 3:08 pm

  7. Tanto auguri per questo nuovo anno, Antonio. Ho ricevuto comunicazione in questi giorni della tua iniziativa Incipitblog. Ho inviato alla redazione, staremo a vedere. Ci sono tantissime cose in pentola per questo nuovo anno, chissà?
    Un abbraccio.
    Laura

    Laura Costantini

    1 f, 2008 alle 7:10 pm

  8. Sì, ti ho risposto Laura.
    Per quanto mi riguarda, ho diverse cose in cantiere per il 2008. Non ne parlo per scaramanzia, ma vi informerò a tempo debito.

    Ciao, e auguri ricambiati!

    antonioconsoli

    1 f, 2008 alle 7:21 pm

  9. Speriamo sia migliore…
    Bellissima scelta poetica.
    Auguri a Te, Antonio.
    Natàlia

    Natàlia Castaldi

    2 f, 2008 alle 2:21 am

  10. Grazie Natàlia degli auguri. Ricambiati, con molto affetto.

    antonioconsoli

    2 f, 2008 alle 6:47 pm

  11. In ritardo, auguri di cuore a tutti
    Lilli

    Lilliblu

    4 f, 2008 alle 6:55 pm

  12. Questa poesia è bellissima , la condivido perfettamente nelle idee e ne ammiro lo stile.
    Ho due personaggi nel cuore, Giordano Bruno e Ipazia di Alessandria.
    Mala tempora currunt.
    comunque auguri di buon anno, Antonio.
    noi “speriamo che ce la caviamo”…
    cri

    cristina bove

    4 f, 2008 alle 7:07 pm

  13. Auguri Cri!

    In Milosz ho trovato un ottimo poeta che non conoscevo. Oltre alle poesie, ho letto anche “La mia Europa”, prosa: è anche un buon narratore, nonostante prediliga decisamente la poesia. De “La mia Europa” ne proporrò l’incipit nell’altro blog.

    Ciao
    Antonio

    antonioconsoli

    4 f, 2008 alle 7:48 pm

  14. ciao!

    Buon Anno… ma ti devo dire la verita’…. Miłosz e’ poeta polacco…

    magda

    24 f, 2008 alle 4:38 pm

  15. Magda, non per deluderti, ma Milosz è nato a Szetejnie, che si trova in Lituania e non in Polonia. Che poi abbia studiato, sia cresciuto e sia morto in Polonia è un fatto che tutti sanno.
    Ma Milosz è lituano. E in La mia Europa (che penso avrai letto) parla proprio di questo (oltre che di tanto altro…)

    Ciao

    antonioconsoli

    24 f, 2008 alle 4:47 pm

  16. La poesia è bella. Milosz è considerato uno dei migliori poeti del secolo scorso. Se si tratta della sua nazionalità la spiegazione è semplice. Ci vorebbe conoscerne un po’ la storia. E’ vero che Milosz è nato nella zona dove adesso è lo stato lituano. Per secoli quella zona apparteneva alla cosidetta Republica Polacca. Pertanto lì c’erano e ci sono ancora Polacchi. Sono importanti le radici del poeta. E dopo pure si considera la sua cultura e le opere le quali ha scritto. Andando avanti, possiamo domandarci: Ma Lui si sentiva Polacco o Lituano? Ho trovato tra l’altro che di Lui si dice pure americano. Questo anche è vero perché nel 1961 gli hanno concesso la nazionalità americana. Per me la cosa è molto chiara e senza dubbi.
    Cordiali saluti e Buon anno 2009 :)

    Gregorio

    2 f, 2009 alle 3:53 pm

  17. Un mio personale pensiero ad un Grande.
    A Giordano Bruno.
    Colui che fu e sempre sarà.
    ..
    Soleva il suo cuore innalzato sopra le fiamme mentre guardava il volgo sciamare dalla montagna. Quel cuore di dio sapeva già che quella semenza non era sola ma sparsa su tutta la terra, sapeva che non fu un muto addio ma un arrivederci, un arrivederci alla prossima con la stessa essenza ma con varie forme e come la fenice sarebbe ritornato da un lontano passato quel dio dimenticato.

    Raffaele

    12 f, 2009 alle 5:59 pm

  18. Ciao.Sono polaca. Si Milosz e’ polacco. Bella e’ di lui poesia.

    Iza

    14 f, 2009 alle 3:41 am


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