Pino Masciari
Pino Masciari è un imprenditore edile calabrese. Aveva aziende floride che occupavano qualche centinaio di persone. Si aggiudicava appalti sia nel settore pubblico che nel privato.
Pino Masciari ha una moglie e due figli.
Pino Masciari ha denunciato la ‘ndrangheta e politici di spicco che con essa convivevano e facevano affari.
In passato, denunciare le pressioni ricevute, le minacce, le estorsioni è stato inutile per Pino. Le risposte delle forze dell’ordine erano del tipo che non ti aspetteresti mai: “stia attento prima di denunciare, si rischia la vita, non si esponga troppo“. Nel 1988, in seguito alla morte del padre e di fronte alla necessità di dover mandare avanti le due aziende di famiglia, Pino si arrende alle pressioni e inizia a pagare. Il sei per cento va ai politici. Il tre per cento ai mafiosi. Assunzioni pilotate, soprusi, forniture di materiale imposte. Si entra in un vortice impossibile. E’ la fine della libertà, come persona e come lavoratore. Vengono lesi e calpestati i tuoi diritti. Viene stracciata la tua dignità.
Pino ha forte il desiderio di rivolta, di denunciare, ma su di lui pesa il silenzio della Calabria, delle sue istituzioni, della sua gente, e le responsabilità assunte nei confronti dei suoi lavoratori e della sua famiglia. Nonostante tutto, Pino dal 1990 in poi rifiuta di sottostare al ricatto mafioso e politico. Gli stati d’avanzamento lavori improvvisamente si bloccano e non vengono pagati (o se vengono pagati, con ritardi che soffocherebbero le casse di qualsiasi azienda). Persino le banche iniziano a intralciare la vita delle aziende di Pino.
Seguono danni dolosi, danneggiamenti dei mezzi di lavoro. Uno dei fratelli di Pino viene raggiunto da un paio di sconosciuti armati e gambizzato.
Nel 1994, Pino è costretto a licenziare tutti i suoi dipendenti e a chiudere decine di cantieri, a non firmare più contratti, a non aggiudicarsi più appalti. A non svolgere più il suo lavoro. Il danno ammonta a 25 miliardi di lire.
Giunto a un punto di non ritorno, Pino decide di rivolgersi al maresciallo Nazareno Lo Preiato. Il maresciallo era, allora, il comandante della stazione di Serra San Bruno, località di residenza dell’imprenditore. Ispira fiducia. Pino inizia a raccontare al maresciallo le linee generali della sua vicenda. Le denunce si fanno circostanziate e corpose. Arrivano alla Procura Nazionale Antimafia di Catanzaro e Pino viene trasferito in un’altra regione con la famiglia e posto sotto la tutela del Servizio Centrale di Protezione.
La situazione odierna di Pino Masciari è in una fase di stallo.
Nel corso della passata legislatura è estromesso dal programma di protezione poiché i processi in cui lui figurava come testimone si erano conclusi. In realtà, non è vero. I processi ci sono, a Crotone, solo rischiano di raggiungere i termini di prescrizione. Il ricorso di Pino al Tar per annullare l’estromissione dal programma è in stallo da 35 mesi. Per legge, la sentenza deve essere data entro sei mesi!
Per migliorare la vita di Pino e della sua famiglia ci sono le leggi e i dispositivi adatti. Basterebbe solo decidere.
Dare la possibilità a Pino di tornare in possesso di tutti i suoi diritti civili (quelli scritti nella Costituzione) è una battaglia di civiltà e di educazione. Permettere a un imprenditore che denuncia la criminalità organizzata e certa politica deviata di ritornare alla sua attività nella sua terra d’origine, in totale sicurezza e tranquillità, è una battaglia che lo Stato Italiano non può permettersi di perdere né di pareggiare. La storia di Pino Masciari, che vi ho umilmente esposto, è paradigmatica.
Come faremo, altrimenti, a convincere le migliaia di altri imprenditori taglieggiati a denunciare?
Una frase, contenuta nel sito di Pino, mi ha colpito: “ogni persona in più che viene a conoscenza della mia storia mi allunga la vita di un giorno.”
Diffondere la storia di Pino è l’unica cosa che posso fare. L’unico modo in cui io, tu che leggi, noi tutti, possiamo aiutare Pino e chi come lui ha scelto di tornare in possesso della propria libertà di uomo e di lottare con tutte le proprie forze per non cedere un solo passo al nemico.
Questo post è, dunque, per Pino Masciari e per tutti coloro che lottano contro l’oppressione mafiosa.
Link
Ne hanno parlato anche
Grazie a tutti!
Nota
Questa vicenda mi è stata segnalata da un’amica, Luci. Grazie.



[...] Un appello partito da qui. [...]
Per Pino Masciari « La poesia e lo spirito
20 f, 2007 alle 10:48 pm
E’ un dramma vero e proprio, perchè che ci si siano dei delinquenti è possibile, ma che questi prosperino grazie alle istituzioni è un delitto superiore perfino al genocidio.
A Pino, in uno stato che non lo riconosce come cittadino, non resta che emigrare. E’ la tragedia di chi è onesto.
Renzo Montagnoli
21 f, 2007 alle 12:37 am
già…
cinzia
21 f, 2007 alle 12:56 am
[...] “Ogni persona in più che viene a conoscenza della mia storia mi allunga la vita di un giorno.” [...]
Ventiseimilacinquecento giorni per Pino MASCIARI « La dimora del tempo sospeso
21 f, 2007 alle 4:59 am
Ovunque ci sia una presa di coscienza, un posizione netta per combattere l’ingiustizia, io ci sono. Fosse pure soltanto con una firma, ci sono.
Lo faccio con disperazione, però, perchè siamo giunti ormai a livelli intollerabili di connivenza tra mafie e politica. L’inquinamento più esteso, purtroppo, e che interessa ormai tutte le nazioni del mondo, è proprio questa collusione fra poteri economici e politici. Vero villaggio globale fatto di multinazionali e di interessi egoistici, ciechi e sordi alla miseria e alla morte di intere popolazioni. Una volta bastava un profeta e una voce nel deserto …adesso di voci ce ne sono tantissime, ma non giungono alle orecchie nè al cuore, impegnati come sono a vagare per isole di famosi e amici defilippiani. Gli occhi, poi, sono assuefatti alla morte in diretta, ad orrori di vita quotidiana. Un morto in più o in meno, che vuoi che sia?1
cristina bove
21 f, 2007 alle 12:52 pm
Grazie a Renzo, Cinzia e Cristina.
Emigrare, mi sento di dire, è proprio quello che Pino non vuole. rinnega già la possibilità. Lui vuole essere un uomo libero che compie il suo dovere nel suo territorio. Basta. Vuole poter lavorare, avere diritti e doveri come tutti. Lo Stato deve metterlo nelle condizioni di ottenere ciò che vuole, così come lo Stato deve garantirlo a ogni suo cittadino. è la Costituzione.
Grazie ancora per i commenti. Fate sentire il vostro sostegno a Pino.
antonioconsoli
21 f, 2007 alle 1:22 pm
La Costituzione sono parole e i fatti ben raramente coincidono con queste parole. Sono d’accordo che andarsene vuol dire rinunciare a far valere i propri diritti, ma il rischio aumenta quando il suddito alza la cresta.
Renzo Montagnoli
21 f, 2007 alle 3:21 pm
Non so se avete notato, ma sono dieci anni che Pino conduce questa vita. Sono lunghi, infiniti, soprattutto perchè si è molto soli.
Mi piace pensare che davvero un nuovo amico gli possa allungare la vita di un giorno come dice lui. Allo stesso tempo sono terrorizzata per come si è esposto.
Prego per lui e la sua famiglia ogni giorno
Grazie Antonio per lo spazio che ci hai donato
luci
luci
21 f, 2007 alle 9:28 pm
Grazie a te, luci, ancora una volta perché mi hai dato l’opportunità di conoscere la storia di Pino e, più in generale, la difficile vita dei testimoni nei processi di mafia.
antonioconsoli
21 f, 2007 alle 11:57 pm
Certo che uno pensa di aver visto ormai tutto e invece… scusate la banalità, ma sono rimasta veramente senza parole l’altro giorno, andando sul sito di Pino. E non me ne vengono nemmeno ora. Ma questo è il mondo, la realtà che lascio ai miei figli?
Lilliblu
23 f, 2007 alle 12:41 am
Ciao a tutti, grazie per l’interesse che dimostrate per la storia di Pino Masciari. Sono Andrea Sacco e curo con Pino il suo blog.
Conoscere questa storia fa male perchè dimostra un’Italia che poi parlando con tutti nessuno vuole…eppure. Forse a Pino siamo mancati NOI, i cittadini, la gente, la società. Chiamiamoci come vogliamo.
Dopo un primo periodo di informazione su questa storia abbiamo cambiato registro sul blog, perchè non basta più. Ricordate Libero Grassi? Bene, Pino è sulla stessa strada quella che abbiamo incrociato conoscendolo o navigando in internet.
Questa volta però nel mio caso è scattato qualcosa, forse il senso di impotenza per l’assassinio di Libero, forse il senso di colpa per la mia totale passività. Bene questa volta mi sono messo in gioco, anche perchè vorrei conosceste Pino per provare come è facile essergli amico e come ti insegna il profondo gusto della vita, per quanto gli ultimi vent’anni suoi e della famiglia siano stati orribili.
Ma è nel giusto, ha fatto i suoi doveri senza ricevere la tutela dei suoi diritti, e stanno pagandone le conseguenze lui, la moglie Marisa e due innocenti minori: Francesco e Ottavia.
Seguite il blog, stiamo organizzando azioni (e non più parole) per stare al loro fianco qualsiasi cosa accada. Questa volta non guarderemo passivi, saremo dalla parte giusta, quella di Pino.
A presto e grazie per il dibattito che rivela come volete costruire l’Italia. Tutti insieme.
Ciao
Andrea Sacco
24 f, 2007 alle 12:16 am
Grazie Andrea dell’intervento. Io cercherò, quando e quanto possibile, di seguire il blog di Pino e le azioni che via via andrete organizzando. Se organizzate qualcosa in Sicilia sarà certamente più facile per me prendervi parte.
Teniamoci in contatto.
antonio
antonioconsoli
24 f, 2007 alle 12:56 am
PINO MASCIARI
Carissimi amici,
sento il dovere di comunicarvi la mia sentita gratitudine per l’enorme aiuto e sostegno che mi date.
Non potete immaginare per una persona come me che per anni è stata soffocata dalla condizione forzata della solitudine e dalla estraneità a ciò che gli apparteneva, quanto sia importante percepire la forza dell’amicizia, la condivisione e la comprensione di una situazione ( ahimè!) anomala e rara, situazione che io stesso faccio fatica a capire e a sostenere. Il sentirmi accolto nei miei intendimenti, mi ha dato l’entusiasmo e l’energia di continuare un percorso faticoso e arduo, un percorso che fino a poco tempo fa ho condotto nei peggiori dei modi, da solo!
Ma delle cui difficoltà non mi sono mai rassegnato.
Io ho continuato la mia battaglia nella speranza , quantomeno, di lasciare una eredità morale ai miei due bambini, che hanno vissuto tragicamente questa dura esperienza.
Oggi so di avere tanti amici che portano avanti insieme a me l’affermazione della legalità e della giustizia.
Un abbraccio affettuoso a tutti voi da Pino Masciari
sabato 24 novembre 2007
Pino Masciari
25 f, 2007 alle 12:38 am
[...] commento di Pino Masciari 25 11 2007 [Questo commento è stato lasciato da Pino nel post che a lui ho dedicato qualche giorno fa. Mi sembrava giusto farlo riemergere dal cono d’ombra [...]
Un commento di Pino Masciari « Esquisse - il blog di antonio consoli
25 f, 2007 alle 1:34 pm
Grazie Pino e perdonaci Pino.
Mi vien da dire solo questo..
luci
luci
28 f, 2007 alle 12:47 pm