Esquisse – il blog di antonio consoli

Le foto della vergogna

con 5 commenti

La notizia, partita dal portale Asianews, si è diffusa rapidamente. Ieri il telegiornale de La7 si era aperto con una copertina molto bella e toccante sulla situazione in Birmania. Oggi, blog e blogger di tutto il mondo si danno il passaparola e diffondono quanto più possibile le ultime notizie da una terra devastata dalla violenza e dalla crudeltà.

Le foto che possiamo vedere sono due, sono foto rubate da un obitorio da qualcuno che ha pregato venissero diffuse, affinché il mondo si rendesse conto di quello che succedendo in Birmania. Orribili. Forti. Ci fanno pensare che tanto altro è accaduto, che tanti altri – monaci e non – hanno subito la stessa sorte. Abbiamo paura a invocare un possibile numero delle vittime, centinaia, migliaia, centinaia di migliaia. Sappiamo che cresce di giorno in giorno. Sappiamo che è necessario che l’orrore cessi.

La comunità internazionale è debole, non ha gli strumenti per impedire torture e uccisioni. La Cina ha un ruolo fondamentale in questo processo, sia economico che di veto. Gli stati (dagli States della democrazia irachena a questa Europa che nulla conta) non intendono perdere le commesse milionarie delle Olimpiadi di Pechino del 2008 e tutti gli altri affari che ogni giorno vengono condotti con l’appoggio del governo cinese.

Esquisse aderisce all’appello lanciato da Giuseppe Iannozzi e lo rilancia agli altri blogger.

 

Renzo Montagnoli ha scritto una bella poesia. La riporto qui di seguito.

 

 

Chiedevo la vita, la dignità di essere uomo,

 

ho camminato sull’asfalto intriso di sangue,

 

ho pregato per chiedere un po’ d’umanità,

 

ho dormito su marciapiedi lordati

 

dall’ingiustizia, disseminati d’odio.

 

 

Ho rivolti gli occhi al cielo affinché

 

Lui guardasse quaggiù,

 

sentisse il dolore che sale da una terra

 

che piange solo lacrime di sale.

 

 

Ho implorato gli empi,

 

i massacratori di ogni giustizia,

 

perché anche per loro ora sono qua,

 

un fagotto di stracci impregnato

 

di sangue rappreso,

 

due spanne di terra a soffocare

 

il grido infinito di libertà.

 

 

Memento Myanmar,

 

nulla è inutile,

 

nemmeno la morte,

 

se può dare la vita.

Written by antonioconsoli

27 f, 2007 a 5:06 pm

Pubblicato in myanmar, poesia

5 Risposte

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  1. Dici bene. Non sappiamo assolutamente quanti “monaci”, quanti cittadini, quanti innocenti vengono quotidianamente massacrati dal regime birmano. E al drammatico orrore che sta falciando con brutalità assurda degli uomini colpevoli solo di voler essere liberi, se ne aggiunge un altro: il silenzio dei media. I media da tempo non parlano più della Birmania. L’ONU è come se non esistesse. L’Occidente con il suo silenzio è colpevole quanto i tiranni macellai che stanno massacrando un popolo intero. E se c’è un Dio, qui o in cielo, se c’è, un giorno dovranno rendere conto a Dio per tutto quello che oggi stanno facendo.

    Grazie d’aver accolto l’appello e d’aver invitato i tuoi gentili lettori a diffonderlo sui loro blog.

    Con amicizia e stima,

    Beppe

    Giuseppe Iannozzi

    27 f, 2007 alle 6:06 pm

  2. Sto leggendo in questi giorni “Premiata macelleria delle Indie” di Alessandro Gilioli, giornalista dell’Espresso ed inviato con una profonda conoscenza di quelle zone asiatiche. Sulla Birmania, dove è stato subito dopo lo tsunami per documentare i danni che il governo del Myanmar negava, ha scritto cose che fanno riflettere: un paese amputato dal resto del mondo, costretto a leggere un unico quotidiano che apre la prima pagina con le partite di cricket anche quando una tragedia enorme si è abbattuta sull’intera zona indonesiana. La vergogna di vivere in un sistema che consente tutto questo in nome di interessi strategici, economici, politici non ha possibilità di esprimersi, così come non si esprime l’orrore che quelle due foto suscitano. Orrore, pietà, vergogna di noi stessi. Eppure è già successo, abbiamo assistito impotenti, immobili, forse addirittura indifferenti alle pulizie etniche nei Balcani, al genocidio in Ruanda tra Hutu e Tutsi, alla vergogna ancora in corso del Darfur…
    Cosa possiamo fare? mi chiedo. Cosa?
    Laura

    Laura Costantini

    28 f, 2007 alle 5:22 pm

  3. @ Giuseppe: grazie a te del commento. Per me, quella speranza nel Dio che tu dici è cosa infinitesima. Anche perché, intanto, sono i poveri cristi di questa terra a subire torture e violenza senza che nessuno muova un dito.

    @Laura: è già successo, hai ragione, è successo migliaia di volte. Eppure, è come se niente fosse mai realmente accaduto.
    La tua domanda rimarrà senza risposta, credo.

    Prevale lo sconforto. L’impotenza. L’arroganza di chi, per mantenere il potere, sevizia e uccide. Prevale l’assoluta miseria del non agire da parte di chi ne avrebbe la forza, ma che vi rinuncia per non turbare equilibri fondati sul denaro.

    lucaintona

    29 f, 2007 alle 11:55 am

  4. Ho linkato il vostro articolo in un post sulla Birmania. Spezziamo la cortina del silenzio! Writer. http://blog.libero.it/AltreLatitudini/3515484.html

    Writer

    1 f, 2007 alle 12:50 am

  5. Prendo il link e lo porto su LS, Antonio.

    Lilli Luini

    8 f, 2007 alle 4:58 pm


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