Grazie!

12 05 2008

Esco da alcuni giorni molto difficili. Voglio ringraziare tutti coloro che, commentando qui sul blog o attraverso email, mi sono stati vicini. Come sempre accade in queste situazioni, solo il tempo e i giorni che passano con il loro strascico di incombenze metterano una pezza su tutto.




8 05 2008

Perdonate questo mio prolungato silenzio, ma in famiglia stiamo vivendo la perdita di una persona essenziale. Ogni altra parola o frase, per il momento, sarebbe superflea.




Remo Bassini recensisce il thriller di Luini e Lanteri

29 04 2008

In attesa di pubblicare una mia recensione del romanzo Non tornare a Mameson di Lilli Luini e Maurizio Lanteri, vi segnalo la lettura di Remo Bassini, pubblicata su Cabaret Bisanzio.

E’ stato definito «un thriller scritto a quattro mani e tre voci». Le mani sono quelle di Maurizio Lanteri e Lilli Luini, insolita coppia di giallisti che lavora a distanza, unita da un comune immaginario e dalla stessa emozione creativa, e separata dai chilometri che dividono Varese dal mare della Liguria. Le tre voci, invece, sono quelle dei protagonisti di “Non tornare a Mameson” (edizioni Frilli): Enrico, politico “trombato” che si rifugia in una baita sperduta sulle Alpi Ligure; Beatrice, la giornalista che con lui ha una storia d’amore e che nasconde un importante segreto, e Ophelia, la ragazza che parla con le bambole e con le marmotte, giovane donna dal corpo conturbante e dalla mente di bambina, vittima inconsapevole, prima ancora che degli estranei, della propria famiglia e di una realtà fortemente degradata




Ad est dell’equatore: nuova casa editrice

18 04 2008

Ad est dell’equatore è il nome di una giovanissima casa editrice napoletana. In catalogo sono presenti i primi due titoli, per giugno prossimo è invece attesa l’uscita del terzo.

La nascita di una nuova casa editrice, soprattutto se con le premesse che di seguito riporto, è sempre un ottimo segnale. E’ un segnale di vitalità. E’ la ricerca dell’originalità. Auguro agli uomini e alle donne di Ad est dell’equatore molta fortuna.

Ah: ricercano un addetto stampa. Se avete esperienza nel campo della comunicazione e siete in cerca di un lavoro, contattateli.

Dalla pagina chi siamo:

I libri sono la nostra scommessa: farli, oggi, è difficile, ma noi crediamo ancora che i libri possano inventare il migliore dei mondi possibili.
Una casa editrice, prima di essere un’azienda, è un’idea, un’entità che, da astratta, diventa creatura da far crescere conservando lo stupore di accorgersi, ogni giorno, che è sogno e realtà. L’editoria a pagamento non ci interessa. Siamo giovani, abbiamo tanto da dire e vogliamo che ognuno degli scrittori che pubblicherà per Ad est dell’equatore sappia che il suo libro è un tratto di strada da percorrere insieme a noi, spalla a spalla. Chi scrive ha diritto a tanto rispetto, poiché ha il coraggio di raccontare ciò che vede, di denunciare, di immaginare, di vivere. E chi pubblica libri ha il dovere di dar spazio a tutti coloro che, della scrittura, fanno ragione di vita, impegno sociale e lavoro. Essere uomini è anche questo. Vogliamo scritti taglienti come lame dritte al cuore di quel che siamo, rapidi come il pensiero che coglie l’unica cosa giusta da dire, da scrivere. Inviateci i vostri dattiloscritti, scriveteci, telefonate, parlate con noi. Forse le vostre parole diventeranno un libro, forse andrà meglio la prossima volta: è una scommessa, l’abbiamo detto.




Intervista a Gianni Bonina

16 04 2008

Segnalo una mia intervista a Gianni Bonina, ex-direttore di Stilos e anima de ilsottoscritto.it, pubblicata oggi sulle pagine del più bel magazine letterario del mondo. L’intervista, non perché realizzata dal sottoscritto ma per le risposte interessanti di Gianni Bonina, mi sembra molto bella.

Come sempre, buona lettura.




Il gabbiano

15 04 2008

Gery Palazzotto, giornalista e scrittore, mi aveva chiesto di inviargli un commento in poche righe sui risultati elettorali. Il mio contributo lo potete leggere in questa pagina, assieme a quello di alcuni altri blogger.

A me pare che tocca iniziare tutto d’accapo. Se qualcuno ne ha voglia.




Kaddish profano per il corpo perduto - Francesca Mazzucato

12 04 2008

Sarà in libreria a partire dal 22 aprile l’ultimo romanzo di Francesca Mazzucato, Kaddish profano per il corpo perduto, edito da Azimut Libri di Roma.

Nel blog di Francesca, il link al booktrailer.

Il romanzo è ambientato a Budapest.

Una città che amo molto. Del libro non posso dirvi  molto, non ancora. E poi, l’autore, se dice molto di un libro di solito è patetico. Quel patetismo tenero ma disturbante che allontana dalla parola, che deve viaggiare accompagnata ma con la sua potenza, arrivare dove può e dove riesce.

continua




Viaggio nel silenzio della pedofilia clericale

9 04 2008

Viaggio nel silenzio è un libro pubblicato quest’anno da Chiarelettere. E’ un libro che affronta un tema difficile e “pesante”: la pedofilia clericale.

Chi mi segue sa che è un tema che mi sta molto a cuore. Non conosco le ragioni per cui la pedofilia si è installata nella mia mente e mi causa sofferenze reali. Uno psicologo freudiano farebbe probabilmente risalire tutto alla mia infanzia. Io so che non è così. La mia è una famiglia serena. Io attribuisco tutto, invece, al mio modo di essere. Al mio essere, sempre e in ogni situazione, dalla parte dei deboli. Dalla parte di chi soffre. E credo che non esista sofferenza peggiore di quella subita da un bambino da parte di un adulto, da un essere cioé che - al contrario - dovrebbe educarlo ed essere per lui esempio coerente ed edificante.

Per questo segnalo Viaggio nel silenzio. E segnalo anche il blog nato come supporto del libro. L’autrice è Vania Lucia Gaito. L’editore Chiarelettere.

Perchè parlare proprio di pedofilia clericale? Perchè tradurre e sottotitolare un documento scomodo come “Sex crimes and Vatican“?

Perchè attirarsi le critiche dei benpensanti? Perchè, non contenta di ciò, scrivere addirittura un libro proprio su quest’argomento? E perchè focalizzare l’attenzione su questo specifico ambito, quello che riguarda gli ecclesiastici e le loro devianze? Non sono problemi che indiscriminatamente colpiscono la società in generale? E perchè non denunciare anche tutte quelle “altre categorie” altrettanto interessate dal fenomeno? E le altre confessioni religiose? Perchè esporsi alle critiche di chi non vede l’ora di etichettarti in qualche modo, soprattutto come anticlericale o mangiapreti, con l’unico scopo di screditare il tuo lavoro a prescindere dalla verità dei contenuti?

La pedofilia clericale non è un fenomeno accomunabile a nessun altro, diversa è la “genesi”, diversa è l’esperienza di vita da cui gli ecclesiastici provengono, diversa l’educazione che hanno ricevuto, diverso il ruolo sociale che ricoprono. Diverse sono anche le loro vittime. Le vittime che ho incontrato ed intervistato hanno rivelato tutte una comune
esperienza: prima ancora di sentirsi abusati nel corpo, si sono sentite violate ed abusate nell’anima.

continua




Un nuovo “vibrisselibro”: Tutto deve crollare

9 04 2008

Fin dalle prime righe Tutto deve crollare trascina il lettore in una storia dalle tinte profodamente cupe, in un’atmosfera noir spietata che non può lasciare indifferenti.
Vi si narra la vicenda di un anarchico fuggito in Brasile negli anni Cinquanta e divenuto un personaggio cinico, violento, senza scrupoli. All’inizio del romanzo, negli anni Settanta, costui si trova ancora in Amazzonia, dove fa rapire dal suo fido braccio destro Fernando una ragazzina india, Isabel, che sposa e porta in Italia. Qui le fa mettere al mondo una bimba, Marta. La vita di Marta è travagliata fin dai primi anni: il padre, geloso dell’esclusività del rapporto esistente tra la moglie e la figlia, dopo un breve periodo le separa per sempre facendo riportare Isabel in Sudamerica, mentre successivamente lei, all’età di dieci anni, viene stuprata da Fernando, col quale intesse una morbosissima relazione. Alla morte di lui Marta si trasferisce a Padova, dove si iscrive all’università e incontra Gianmario, un ex militante di Lotta Continua, di cui s’innamora e con cui vive una lunga storia idilliaca… Per lo meno fino a quando lui non inizia a indagare su un traffico di organi, fatto che condurrà, in un climax ascendente di tensione e drammaticità, ai sorprendenti eventi del finale.
Con uno stile piano e curato, la cui pacatezza è in forte contrasto con la violenza del racconto, la narrazione si sviluppa a due voci, quella del protagonista principale e quella di Marta, ognuna delle quali propone al lettore la propria visione del mondo, la propria verità, di cui sembra quasi cercare di convincerlo. E infatti, come afferma l’autore del libro, «Tutto deve crollare è, in sintesi, una riflessione sulla forza corrosiva del tempo e sull’azione propulsiva e insieme disgregante del profitto a ogni costo. L’ideale può costituire una pur precaria forma di salvezza, ma resta minaccioso e oscuro il Moloch enorme, sordo e cieco della vita reale, che insorge insieme alla frattura originaria dell’esistere, e che riverbera sul destino di ognuno l’ombra di un incolmabile e decisivo difetto d’essere». Una tremenda metafora, dunque, per parlare dell’aberrazione della società dei consumi e delle logiche del potere. [Giulia Tancredi]

Carlo Cannella è nato ad Ascoli Piceno 45 anni fa ed è laureato in sociologia. Ha fatto un mucchio di mestieri: il venditore di Bibbie porta a porta, il cavatore, l’operaio manutentore, l’impiegato di concetto, l’agente assicurativo, il commerciante di videogiochi. A parte questo ha passato gran parte degli ultimi venticinque anni a cantare in gruppi hardcore-punk come gli Stige e gli Affluente. Ha narrato quest’esperienza musicale nel suo primo romanzo, di stampo autobiografico e rigorosamente autoprodotto, dal titolo La città è quieta… ombre parlano.

L’immagine per la copertina è stata cortesemente fornita da Marco Cannella (amico e concittadino, ma non parente di Carlo Cannella.




Marco Travaglio e due persone serie

8 04 2008

Segnalo l’ultimo post di Milvia Comastri: un articolo di Repubblica.it che Milvia riporta senza aggiungere un commento. E così faccio io segnalandolo a voi. D’altronde, c’è poco da dire, anzi nulla.

Peccato che certa gente continui a dire, a parlare. Siamo stufi? Credo di sì. Segnalo a tal proposito un articolo di Marco Travaglio, pubblicato sul blog Voglio scendere, che prende di mira le bufale e i falsi problemi da campagna elettorale, parole che sempre più mi stanno facendo venire l’orticaria. Travaglio inizia con un “Se l’Italia fosse un paese serio“. Se l’Italia fosse un paese serio, due signori, Romano Prodi e Padoa-Schioppa, sarebbero ancora capo del governo e ministro dell’economia, rispettivamente. Lo vado dicendo da un bel po’ di tempo anche io, nel mio piccolo, alle persone che mi circondano. Io vi do il link del pezzo, questo, e mi auguro che vi faccia riflettere.

Segnalo anche una bella e interessante intervista che Remo Bassini ha rilasciato a Ipanema (FIAE). Tra le altre cose, Remo scrive:

Credo di saccheggiare me stesso, i miei fantasmi, le mie frustrazioni, magari anche i miei sogni o le mie follie (del resto Flaubert diceva che uno scrittore deve pensare come un pazzo) e, al contempo, cerco, raccontando, di far arrivare la mia indignazione: perché sono e sarò sempre dalla parte dei calpestati. Mi spiego, perché sono tanti i modi per essere calpestati: chi è sfruttato, chi ha pesi dentro che sono macigni, chi è corroso dai sensi di colpa, chi denuncia e viene zittito, ecco alcuni esempi dei miei calpestati.